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POLVERE PER SOLUZIONE ORALE 10 BUSTINE

POLVERE PER SOLUZIONE ORALE 10 BUSTINE

9,00 

Descrizione

VICKS FLU TRIPLA AZIONE POLVERE PER SOLUZIONE ORALE Analgesici ed antipiretici. Paracetamolo guaifenesina fenilefrina cloridrato. Saccarosio acido citrico acido tartarico ciclamato di sodio citrat o di sodio aspartame (E951) acesulfame potassio (E950) mentolo in p olvere aroma limone aroma succo di limone giallo di chinolina (E104 ). Trattamento sintomatico a breve termine del dolore da lieve a moderato , febbre, congestione nasale con effetto espettorante in caso di tosse grassa, associato a raffreddore, brividi ed influenza. Ipersensibilita’ al paracetamolo, alla guaifenesina, alla fenilefrina cloridrato o ad uno qualsiasi degli eccipienti compromissione epatica o compromissione renale grave ipertensione ipertiroidismo diabete malattie cardiache glaucoma ad angolo chiuso porfiria utilizzo in pazienti che stanno assumendo antidepressivi triciclici utilizzo in p azienti che stanno assumendo, o che hanno assunto nelle 2 settimane pr ecedenti, inibitori della monoamina ossidasi (IMAO) utilizzo in pazie nti che stanno assumendo farmaci betabloccanti utilizzo in pazienti c he stanno assumendo altri farmaci simpaticomimetici Bambini al di sott o dei 12 anni. Sciogliere il contenuto di una bustina in una tazza di medie dimension i e aggiungere acqua calda non bollente (250 ml circa). Lasciare raffr eddare fino a una temperatura bevibile. Adulti e bambini a partire da 12 anni di eta’: una bustina. Ripetere ogni quattro ore secondo le ind icazioni, senza superare le quattro dosi (bustine) nell’arco di 24 ore . Non somministrare a bambini di eta’ inferiore a 12 anni senza il con siglio del medico. Non somministrare a pazienti con compromissione epa tica o compromissione renale grave. Non conservare al di sopra dei 25 gradi C. Non e’ raccomandato l’uso prolungato del prodotto. Si deve raccomandar e ai pazienti di non assumere altri prodotti contenenti paracetamolo o contenenti gli stessi principi attivi del presente preparato. Si deve inoltre raccomandare ai pazienti di evitare l’assunzione contemporane a di alcol, altri prodotti decongestionanti o prodotti contro tosse o raffreddore. Occore verificare che i preparati contenenti simpaticomim etici non vengano somministrati contemporaneamente attraverso piu’ vie , ovvero per via orale e topica (preparati nasali, auricolari e ocular i). Il presente medicinale deve essere raccomandato solo in presenza d i tutti i sintomi (dolore e/o febbre, congestione nasale e tosse bronc hiale). I rischi legati al sovradosaggio sono maggiori nei pazienti co n epatopatia alcolica non cirrotica. Usare con cautela nei pazienti ch e stanno assumendo digitale, bloccanti beta-adrenergici, metildopa o a ltri agenti antipertensivi. Usare con cautela nei pazienti affetti da ipertrofia prostatica in quanto potenzialmente soggetti a ritenzione u rinaria. I prodotti contenenti simpaticomimetici devono essere usati c on molta cura nei pazienti che stanno assumendo fenotiazine. Uso nei p azienti con fenomeno di Raynaud. Consultare il medico prima dell’uso i n caso di tosse persistente o cronica come quella che si manifesta con fumo, asma, bronchite cronica o enfisema. Contiene saccarosio. I pazi enti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento del glucosio-galattosio o da insufficienza di sucra siisomaltasi non devono assumere questo medicinale. Contiene 157 mg di sodio per dose. Da tenere in considerazione in persone con ridotta fu nzionalita’ renale o che seguono una dieta a basso contenuto di sodio. Contiene aspartame (E951). Questo medicinale contiene una fonte di fe nilalanina. Puo’ esserle dannoso se e’ affetto da fenilchetonuria. L’epatotossicita’ del paracetamolo puo’ essere potenziata da un’assunz ione eccessiva di alcol. La velocita’ di assorbimento del paracetamolo puo’ essere aumentata con metoclopramide o domperhttp://farmapiva.it/wp-content/uploads/2022/01/ALL-PRODUCTS.jpge e l’assorbimen to ridotto con colestiramina. Sostanze che inducono gli enzimi microso miali epatici, come l’alcol, barbiturici, inibitori di monoamine ossid asi e antidepressivi triciclici, possono incrementare l’epatotossicita ‘ del paracetamolo, particolarmente in seguito a iperdosaggio. L’isoni azide riduce l’eliminazione del paracetamolo, con possibile potenziame nto della sua attivita’ e/o tossicita’, tramite l’inibizione del suo m etabolismo a livello del fegato. Il probenecid causa un dimezzamento d ell’ eliminazione del paracetamolo, inibendo il suo legame con l’acido glucuronico. Una riduzione del paracetamolo deve essere considerata n el caso in cui si stia assumento il probenecid. Un uso regolare del pa racetamolo puo’ ridurre il metabolismo della Zidovudina (aumentando il rischio di neutropenia). Le interazioni tra ammine simpaticomimetiche , come la fenilefrina, e gli inibitori della monoamina ossidasi causan o effetti ipertensivi. La fenilefrina puo’ interagire negativamente co n gli agenti simpaticomimetici e puo’ ridurre l’efficacia di farmaci b etabloccanti, metildopa e altri farmaci antipertensivi. Le condizioni in cui vengono assunti tali farmaci costituiscono controindicazioni al l’impiego del prodotto. L’effetto anticoagulante di warfarin e di altr i farmaci cumarinici puo’ essere potenziato dall’assunzione regolare e prolungata di paracetamolo, con un aumento del rischio di emorragie dosi assunte occasionalmente non hanno effetti significativi. Sono sta te riportate interazioni farmacologiche tra paracetamolo e diversi alt ri farmaci. Si ritiene improbabile che tali interazioni siano clinicam ente significative nell’impiego temporaneo e in accordo al regime di d osaggio suggerito. I salicilati/aspirina possono prolungare l’eliminaz ione (t mezzo) del paracetamolo. Il paracetamolo puo’ diminuire la bio equivalenza della lamotrigina, con possibile diminuzione del suo effet to, dovuto a un possibile aumento del suo metabolismo nel fegato. E’ p ossibile che la digitale possa sensibilizzare il miocardio a effetti s imili a sostanze simpaticomimetiche. Il paracetamolo puo’ alterare il test dell’acido urico fosfotungstato ed il test per la glicemia. L’incidenza di effetti indesiderati e’ di solito classificata come di seguito: molto comune (>10) comune (>1/100 a <1/10) non comune (>1/1 000 a <1/100) raro (>1/10.000 a < 1/1000) molto raro (<1/10.000) no n noto. Patologie cardiache: la fenilefrina puo' essere raramente asso ciata a tachicardia (da >=1/10.000 a <=1 su 1000). Patologie del siste ma emolinfopoietico: molto raramente (<1 su 10.000) sono state riporta te discrasie ematiche come trombocitopenia, agranulocitosi, anemia emo litica, neutropenia, leucopenia e pancitopenia in seguito all'assunzio ne di paracetamolo, anche se puo' non esservi una relazione causale. P atologie del sistema nervoso: come con altre ammine simpaticomimetiche , raramente (da >=1/10.000 a <=1 su 1000) si possono manifestare inson nia, nervosismo, tremore, ansia, irrequietezza, confusione, irritabili ta' e cefalea. E' inoltre noto che la guaifenesina puo' causare rarame nte (da >=1/10.000 a <=1 su 1000) cefalea e vertigini. Patologie gastr ointestinali: anoressia, nausea e vomito sono comuni con i simpaticomi metici (da >=1 su 100 a <=1 su 10) e si possono manifestare con la fen ilefrina. Disturbi gastrointestinali, nausea, vomito e diarrea sono gl i effetti indesiderati piu' comuni associati alla guaifenesina, ma si verificano raramente (da >=1/10.000 a <=1 su 1000). Gli effetti gastro intestinali del paracetamolo sono molto rari ma sono stati riportati c asi di pancreatite acuta in seguito all'ingestione di dosi superiori a quelle normali. Patologie renali e urinarie: nefrite interstiziale e' stata riportata casualmente dopo un uso prolungato di alte dosi di pa racetamolo. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: in seguit o all'assunzione di paracetamolo possono manifestarsi raramente iperse nsibilita', compreso rash cutaneo, e orticaria (da >=1/10.000 a <=1 su 1000). Patologie vascolari: in seguito all'assunzione di fenilefrina si possono manifestare raramente aumento della pressione sanguigna ass ociato a cefalea, vomito e palpitazioni (da >=1/10.000 a <=1 su 1000). Disturbi del sistema immunitario: sono stati riportati rari casi (da >=1/10.000 a <=1 su 1000) di reazioni allergiche o di ipersensibilita' in seguito all'assunzione sia di fenilefrina che di paracetamolo, tra cui rash cutanei, orticaria, anafilassi e broncospasmo. Patologie epa tobiliari: raramente (>= 1/10.000 a <= 1/1000), anomalie nei test dell a funzione epatica (aumento delle transaminasi epatiche). Studi epidemiologici sulle donne in gravidanza hanno dimostrato l'asse nza di effetti negativi dovuti all'impiego di paracetamolo nei dosaggi raccomandati tuttavia, le pazienti in stato di gravidanza sono tenut e a seguire le indicazioni del proprio medico in merito all'uso del fa rmaco. Il paracetamolo e' escreto nel latte materno, anche se non in q uantita' clinicamente significative. I dati pubblicati disponibili non riportano controindicazioni in merito all'allattamento. I dati sull'u so di fenilefrina in gravidanza sono limitati. La vasocostrizione dei vasi uterini e la riduzione del flusso ematico uterino associati all'i mpiego di fenilefrina possono causare ipossia fetale. Fino a quando no n si avranno a disposizione ulteriori informazioni, l'assunzione di fe nilefrina in gravidanza deve essere evitata, eccetto nei casi in cui i l medico la ritenga essenziale. Non vi sono dati disponibili in merito all'eventuale rilascio di fenilefrina nel latte materno ne' vi sono s egnalazioni in merito agli effetti della fenilefrina sui neonati allat tati al seno. Fino a quando non si avranno a disposizione ulteriori da ti, l'assunzione di fenilefrina durante l'allattamento deve essere evi tata, eccetto nei casi in cui il medico la ritenga essenziale. La sicu rezza della guaifenesina in gravidanza e durante l'allattamento non e' ancora stata del tutto definita. In gravidanza il prodotto deve esser e assunto esclusivamente nei casi in cui il medico lo ritenga essenzia le.