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VERRUCHE: COME AVVIENE IL CONTAGIO E QUALI SONO I TRATTAMENTI

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Spesso si è portati a pensare che le verruche siano un disturbo che riguarda esclusivamente le persone che frequentano abitualmente piscine o palestre. Questo problema invece può colpire chiunque: può essere sufficiente un calo delle difese immunitarie o un periodo di forte stress.

COSA SONO LE VERRUCHE:

La parola “verruca” deriva dal latino e significa escrescenza, protuberanza. Le verruche, infatti, sono piccole formazioni che sporgono dalla cute, caratterizzate da un notevole ispessimento dello strato corneo. Hanno superficie irregolare e ruvida al tatto, grandezza variabile e forma rotondeggiante, colore tra il giallo ed il grigiastro. Alcune presentano caratteristici puntini scuri al loro interno.

Possono svilupparsi su diverse parti del corpo ma solitamente tendono a localizzarsi sul dorso delle mani, sulla pianta dei piedi, nel contorno ungueale delle dita, sul viso e nella zona genitale, ovvero nelle zone più esposte al contatto e a possibili traumi ed in quelle più calde e umide.

Solitamente le verruche non sono dolorose, possono però risultare piuttosto fastidiose quando si trovano sulle piante dei piedi o in altre parti del corpo sottoposte a contatti ed urti continui.

La fetta di popolazione maggiormente interessata è quella dei bambini in età scolare: il picco viene raggiunto nella fascia di età tra i 10 e i 15 anni.

CLASSIFICAZIONE DELLE VERRUCHE:

A seconda delle loro caratteristiche istologiche e morfologiche e della sede in cui compaiono, si possono classificare le verruche in diverse categorie.

  • Verruche volgari o comuni: dette anche “porri”, possono insorgere in ogni parte del corpo ma si sviluppano prevalentemente a livello del dorso delle mani, delle dita, delle gambe e della pianta dei piedi (verruche plantali). Si riconoscono dalla tipica superficie ruvida, sono rotondeggianti e il colore varia dal grigio al marroncino, fino ad arrivare al nero.

Verruca comune o “porro”

  • Verruche piane: dette anche “giovanili”, si osservano di solito sul volto o sul dorso delle mani, ma possono presentarsi anche su ginocchia e braccia. Rispetto alle altre tipologie di verruche presentano una superficie più liscia, sono piccole e in alcuni casi si manifestano a grappoli. Il colore varia dal rosa al marroncino. Sono difficili da riconoscere.

Verruche piane sul volto

  • Verruche plantari profonde: nascono a livello della pianta dei piedi ma possono diffondersi fino alle caviglie. A causa della continua pressione che si esercita su di esse durante la deambulazione o nella posizione ortostatica, tendono ad essere più piatte rispetto alle altre verruche, ad espandersi verso l’interno della pianta del piede piuttosto che verso l’esterno e ad essere più fastidiose o addirittura dolorose.

Verruche plantari profonde

  • Verruche filiformi: hanno forma allungata e si localizzano nelle aree intorno agli occhi, alla bocca e al naso.

Verruca filiforme sulla palpebra

  • Verruche periungueali: si sviluppano intorno al letto delle unghie.
  • Verruche ano-genitali: chiamate “condilomi”, sono la manifestazione di un’infezione virale sessualmente trasmissibile (infezione da Papillomavirus umano) che, se non trattata, può andare incontro a complicanze severe.

COME AVVIENE IL CONTAGIO:

Il responsabile della formazione delle verruche è l’HPV, il virus del Papilloma umano (Human Papilloma Virus), che appartiene alla famiglia delle Papillomaviridae.

Il periodo di incubazione del Papilloma virus varia dai 2 ai 9 mesi, durante i quali si assiste ad una lenta proliferazione delle cellule dell’epidermide. Ne risulta che il periodo che intercorre tra l’esposizione al virus e la comparsa della verruca è molto variabile: possono passare diverse settimane o addirittura mesi prima che questa si sviluppi, da sola o in gruppi.

Il contagio avviene per contatto superficiale: il virus può essere trasmesso per contatto diretto con le verruche di un altro individuo oppure attraverso oggetti e superfici contaminate. È facile contrarre questo virus in ambienti pubblici molto frequentati quali piscine, palestre, docce e campi sportivi, in quanto in queste situazioni è facile venire a contatto con oggetti infettati che possono venire condivisi tra più individui, come pavimenti, asciugamani o tappetini. In questi luoghi, inoltre, il clima caldo e umido favorisce la sopravvivenza del virus in forma attiva e rende più facile la sua diffusione.  

È possibile inoltre che uno stesso individuo, attraverso il contatto con le proprie verruche, possa propagare l’infezione ad un’altra zona del proprio corpo; questo processo è noto con il nome di autoinoculazione.

FATTORI DI RISCHIO:

È giusto sottolineare che il contatto con una verruca di un altro soggetto o con un oggetto contaminato non causa automaticamente la trasmissione. Ci sono soggetti maggiormente predisposti o per i quali il rischio di contagio è incrementato da diverse condizioni.

Tra i principali fattori di rischio che possono provocare e favorire la comparsa di verruche, ritroviamo:

  • Indebolimento delle difese immunitarie: provocato da stress, cattiva alimentazione, bassa qualità del sonno, stile di vita scorretto, patologie debilitanti ecc. L’abbassamento delle difese immunitarie permette una più facile diffusione del virus nell’organismo.
  • Fattori genetici: geneticamente, alcuni individui sono più o meno predisposti alla resistenza all’azione patogena rispetto ad altri.
  • Lesioni cutanee: sono la principale “porta di ingresso” del virus; per questo motivo le verruche si localizzano più frequentemente a livello delle zone soggette a traumi.
  • Uso promiscuo di oggetti: quali asciugamani, accappatoi, rasoi, ciabatte, oggetti per la cura delle unghie.
  • Accumulo di umidità: utilizzo di calze o scarpe bagnate.
  • Calzature inadeguate: troppo strette o poco traspiranti.
  • Camminare scalzi: specialmente in luoghi ad alto rischio di infezione quali spogliatoi, docce, bordi della piscina.
  • Scarsa igiene cutanea.
  • Eccessiva esposizione alla luce solare.

COME ELIMINARE UNA VERRUCA COMUNE:

Le verruche comuni, nella maggior parte dei casi, sono asintomatiche ed inoffensive. Spesso scompaiono da sole, senza alcun trattamento, in un arco temporale che varia tra i sei mesi e i due anni. Tuttavia, la loro alta contagiosità e la possibilità di autoinoculazione rendono importante il trattamento precoce.

Fino a pochi anni fa le verruche venivano trattate con tecniche invasive quali l’elettrocoagulazione o l’asportazione chirurgica. Attualmente queste tecniche sembrano ormai essere cadute in disuso: si è infatti osservato che a causa di queste metodiche la formazione di cicatrici permanenti e la possibilità di recidive sono particolarmente elevate. Sono perciò preferibili altre soluzioni meno aggressive.

La scelta terapeutica si differenzia in base alle caratteristiche della verruca.

  • Agenti cheratolitici: costituiscono il trattamento di prima linea. Sono soluzioni a base di acido salicilico ed acido lattico, da applicare mediante pennellino direttamente sulla zona interessata una volta al giorno per circa 12 settimane, avendo cura che il liquido non venga a contatto con la pelle sana circostante.

Questi principi attivi sono dotati di azione cheratolitica, che determina la distruzione delle cellule che compongono la verruca: l’acido salicilico provoca la perdita degli strati superiori della pelle (desquamazione) e l’acido lattico riduce il processo di ispessimento epiteliale. Attraverso l’applicazione di questi principi attivi la verruca risale progressivamente verso la superficie cutanea fino a che non avviene il distaccamento spontaneo.

L’applicazione di agenti cheratolitici è da sconsigliarsi sul viso, sulle mucose e per le verruche di dimensioni superiori ai 5cm².

Applicazione di soluzioni cheratolitiche

  • Crioterapia: “la terapia del freddo”. Consiste nel congelamento della verruca che, mano a mano che risale verso la superficie cutanea, si distacca.

I principi che vengono utilizzati a tale scopo sono l’azoto liquido e miscele di dimetiletere e propano. In particolare queste ultime sono largamente utilizzate come farmaci di libera vendita, sottoforma di bombolette spray. Il trattamento consiste nell’appoggiare la punta del dispositivo direttamente sulla verruca ed erogare la miscela crioterapica per circa venti secondi. È possibile avvertire un lieve formicolio che scomparirà gradualmente. Dopo questo processo è consigliabile coprire la zona con un cerottino.

In genere per la rimozione della verruca è sufficiente una sola applicazione ma, se così non fosse, si può effettuare nuovamente il trattamento dopo due settimane.

Questa tecnica viene utilizzata per verruche di piccole e grandi dimensioni, localizzate sulle mani e sui piedi, soprattutto quando l’impiego di agenti cheratolitici non ha prodotto risultati evidenti.

  • Laserterapia: in caso di recidive e di verruche molto estese, il dermatologo può consigliare la laserterapia, ovvero la bruciatura della verruca tramite laser.

LA MIGLIOR CURA E’ LA PREVENZIONE:

Nonostante l’efficacia delle modalità di trattamento elencate, spesso le verruche possono ricomparire a distanza di poco tempo (recidività).

Seguendo pochi accorgimenti è possibile evitare la formazione di queste fastidiose escrescenze.

  • Evitare di il contatto diretto con le verruche altrui o con le proprie.
  • Evitare la condivisione di oggetti che possano rappresentare il veicolo di contagio, quali: asciugamani, tappetini, accappatoi, ciabatte, prodotti per la cura delle unghie.
  • Non camminare scalzi ma utilizzare sempre ciabatte personali nelle docce di centri sportivi, negli spogliatoi, nelle palestre, a bordo piscina.
  • Mantenere i piedi puliti, asciutti e cambiare spesso le calze.
  • Mantenere la pelle sana, bene idratata e priva di ferite, le quali possono facilitare l’ingresso del virus.
  • Tenere alta la qualità delle proprie difese immunitarie, anche mediante la conduzione di uno stile di vita sano ed equilibrato.
  • Avere un’accurata igiene personale.