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STRATEGIE UTILI IN CASO DI CISTITE

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La cistite rappresenta la più comune infiammazione della vescica ed è un disturbo in crescita: secondo un recente sondaggio condotto su 2.000 donne dell’Associazione italiana di urologia ginecologica e del pavimento pelvico (Aiug) oltre la metà delle italiane ammette di averne sofferto almeno una volta nella vita, il 30% negli ultimi 12 mesi, e in un caso su quattro la malattia si è poi ripresentata altre volte nel corso dell’anno. Perché la cistite ha proprio questa fastidiosa caratteristica,spesso e volentieri torna, e sempre con gli stessi sintomi: bruciore vescicale, forte dolore a lavello basso addominale, necessità di recarsi al bagno con frequenza e con grande fastidio, presenza di sangue nelle urine.

Il disturbo interessa prevalentemente le donne, perché la conformazione dell’apparato genitale femminile favorisce l’ingresso dei microrganismi nelle vie urinarie, può colpire a tutte le età e, nonostante non sia grave, può influenzare molto negativamente la vita di chi ne soffre, compromettendone la qualità, soprattutto quando diventa ricorrente.

CAUSE

Nella maggior parte dei casi la causa della cistite è un’infezione di origine batterica e il responsabile è un batterio normalmente presente nell’organismo, l’Escherichia coli (80% dei casi), ma il colpevole può essere anche lo Stafilococcus epidermidis o, più raramente, lo Streptococcus fecalis. Per capire esattamente la causa della cistite bisogna sottoporsi ad un’urinocultura con antibiogramma, un esame approfondito delle urine che è in grado di stabilire con certezza il tipo di batterio responsabile dell’infezione e gli antibiotici a cui questo è sensibile.

Nonostante sia una malattia che interessa molte ragazze e donne, la cistite resta spesso un tabù: se ne parla poco e malvolentieri, come spesso accade per tutte quelle problematiche legate alla sfera intima e sessuale, e si preferisce piuttosto cercare informazioni sul web, con tutti i rischi di imbattersi, però, in informazioni sommarie o non del tutto attendibili. Eppure chi ne soffre dovrebbe correre in fretta ai ripari affidandosi agli esperti della salute, perché la cistite non diagnosticata (quindi non curata oppure curata con rimedi fai da te) può protrarsi anche per diversi anni, con risvolti davvero fastidiosi sulla vita quotidiana.

L’estate, poi, è il periodo prediletto dalla cistite: i medici registrano proprio nei mesi estivi un incremento dell’incidenza della patologia, complici il caldo e l’umidità tipici di questa stagione, che favoriscono la proliferazione dei microrganismi patogeni.

BUONE ABITUDINI QUOTIDIANE

Per debellare la cistite è necessario innanzitutto un consulto medico e poi seguire scrupolosamente le cure dello specialista, ma molto si può fare tutti i giorni per prevenire la comparsa della malattia. Sane abitudini igieniche e alimentari sono consigliate soprattutto a coloro che soffrono di cistite ricorrente (più di tre episodi in un anno).

Partiamo dall’igiene intima: deve essere accurata e quotidiana (specie nel periodo del ciclo e dopo aver avuto un rapporto sessuale), ma non eccessiva. Lavarsi troppo di frequente può essere, infatti, controproducente e peggiorare l’infiammazione. Il detergente prescelto, poi, deve essere delicato e mai aggressivo, per non irritare la zona genitale. Inoltre è bene recarsi spesso in bagno, anche se per chi ha la cistite in corso la minzione può risultare dolorosa: trattenere l’urina favorisce, infatti, la proliferazione dei batteri. E’ bene preferire sempre biancheria intima di cotone o lino e non sintetica, ed evitare il salvaslip, così come i pantaloni troppi stretti e, al mare o in piscina, cercare di non indossare troppo a lungo il costume bagnato. In caso di dolori al basso ventre, poi, può essere utile la sempre valida borsa d’acqua calda appoggiata sulla pancia, ma se il dolore non si calma in due-tre giorni, è meglio recarsi dal medico per ulteriori controlli.

Infine, ricordiamoci che anche il livello di stress è da monitorare per tenere a bada la cistite: è una delle cause primarie dell’abbassamento delle difese immunitarie e può, quindi, favorire la comparsa della malattia. Riposare adeguatamente ogni notte e condurre una vita sana e regolare è sempre il miglior consiglio di salute.

L’attività fisica moderata, ma costante, è un’altra preziosa alleata contro la cistite, ma è soprattutto l’alimentazione a giocare un ruolo importante nella prevenzione della malattia, perché ci aiuta a mantenere il nostri sistema immunitario più resistente all’infezione.

IL RUOLO DELL’ALIMENTAZIONE

Ci sono una serie di cibi che andrebbero evitati perché favoriscono l’insorgenza del problema o lo peggiorano quando è già in corso.

Gli zuccheri, per esempio, hanno un’azione infiammatoria: favoriscono la crescita dei batteri e andrebbero limitati, sia nei cibi, sia nelle bevande, facendo attenzione alla lettura delle etichette, perché spesso gli zuccheri si nascondono anche nei prodotti alimentari più insospettabili.

Oltre ai dolci, bisogna tenere lontani anche spezie e cibi piccanti, specie se la cistite è in corso, così come i formaggi stagionati e gli insaccati, i cibi fritti e quelli molto grassi.

Il fumo, la caffeina, la teina, energy drink e alcolici concorrono a peggiorare la situazione.

Ci sono anche cibi amici: and esempio i cereali integrali, da preferire a quelli raffinati, e poi frutta e verdura (che è sempre meglio consumare fresca e di stagione), in particolare quella ad azione diuretica come l’anguria e l’ananas, o ricca di vitamina C come ribes, kiwi, mirtilli e frutti di bosco.

Tra le verdure è meglio orientarsi su quelle ricche di potassio ma povere di sodio, come i finocchi, gli spinaci e i broccoli.

Vanno bene anche pesce, legumi, carni bianche e formaggi freschi a basso contenuto di grassi, e come condimento l’olio extravergine di oliva è preferibile al burro e alle margarine, meglio se utilizzato a crudo sugli alimenti.

E’ sempre buona norma spezzare i pasti lungo l’arco della giornata in tanti piccoli spuntini, frequenti e leggeri, piuttosto che arrivare con troppa fame a tavola e consumare pranzi o cene pesanti per la digestione, ma anche per le vie urinarie. Ottimale è avere una colazione sostanziosa, due spuntini durante la giornata, un pranzo equilibrato e una cena più leggera.

Bere molta acqua è fondamentale per chi soffre di cistite: anche se spesso si tende a non ingerirne troppa per le difficoltà legate alla minzione, è un grave errore bere poco, perché l’acqua permette di espellere, proprio attraverso le urine, i batteri patogeni. Il consiglio è di berne almeno due litri al giorno.

Accanto all’acqua vanno bene succhi e tisane, in particolare ci sono evidenze scientifiche sull’efficacia, proprio contro la cistite, del succo di mirtillo rosso, un frutto antiossidante che ha proprietà benefiche nell’ostacolare l’adesione dei germi alle mucose della vescica (Escherichia coli in primis).

Altro valido alleato anticistite è l’uva ursina, da sempre utilizzata per favorire il benessere delle vie urinarie.

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I NOSTRI INTEGRATORI

Per il trattamento delle infezioni infezioni urinarie abbiamo pensato un trattamento in capsule costituito da due composti sinergici, uno per il giorno e uno per la notte.

Le capsule per il giorno CISTY-DAY contengono 500 mg di D-mannosio, quelle per la notte CISTY-NIGHT i fitocomplessi titolati di Cranberry e Uva ursina con l’aggiunta di Vitamina C.

Entrambe le confezioni contengono 7 capsule pari al trattamento di una settimana. Ne consigliamo l’utilizzo alla comparsa dei primissimi sintomi o a cicli di una volta al mese a scopo preventivo. Qualora dopo 7 giorni di terapia non ci sia stato il miglioramento atteso è meglio rivolgersi al medico.

Vediamo come agiscono i componenti:

Il D-mannosio è uno zucchero semplice, a basso peso molecolare e di estrazione vegetale, che una volta ingerito viene scarsamente assorbito e in buona parte è eliminato non metabolizzato attraverso le feci e le urine. Esso rappresenta un’alternativa alla terapia antibiotica in caso di infezioni alle vie urinarie. Infatti l’Escherichia coli, il responsabile della maggior parte delle cistiti, presenta sulla sua superfice dei filamenti detti pili che servono per ancorarsi all’epitelio da colonizzare. Alcune varietà hanno pili altamente affini al mannosio, che quindi attira a sé i batteri staccandoli dalla parete vescicale e causandone l’eliminazione con le urine.

Il D-mannosio è anche un prebiotico, favorisce quindi il potenziamento della flora intestinale, e pure un blando lassativo osmotico, agisce cioè richiamando acqua nel lume intestinale.

Il Mirtillo rosso americano o Cranberry è un arbusto sempreverde di origine nord-americana. Esso è in grado di esercitare una potente inibizione dell’adesione cellulare di Escherichia coli e di altri patogeni Gram-negativi (come, ad esempio, Proteus mirabilis e Pseudomonas aeruginosa) che infettano le vie urinarie. Tale attività sembra sia dovuta alle proantocianidine, polifenoli che inibiscono selettivamente le adesine prodotte dai batteri, riducendone così l’adesione alle cellule uroepiteliali dell’ospite. Le proantocianidine più attive in questo senso sembrano essere quelle di tipo A che, infatti, sono maggioritarie nel fitocomplesso mirtillo rosso americano.

Tuttavia il Cranberry non sembra efficace nel distaccare i batteri che hanno già aderito alle cellule epiteliali urinarie. La sua efficacia, pertanto, sembrerebbe maggiore in termini preventivi.

L’Uva ursina (Arctosatphylos uva ursi) è una pianta della famiglia delle ericaceae impiegata come diuretico e disinfettante urinario, oltre che come astringente. L’effetto antibatterico è dovuto principalmente all’arbutina, i cui metaboliti nelle urine liberano idrochinone. L’idrochinone si è mostrato efficace nel contrastare le infezioni urinarie sostenute da diversi tipi di batteri, quali: Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Proteus vulgaris, Pseudomonas aeruginosa, Enterococcus faecali. L’Uva ursina colora le urine di marrone chiaro.

Estremamente importante è il ruolo della Vitamina C che ha proprietà antiossidanti, immunostimolanti e acidifica leggermente le urine rendendo l’ambiente sfavorevole alla proliferazione batterica.

PER QUALSIASI DUBBIO O CONSIGLIO RIVOLGITI CON FIDUCIA AL TUO FARMACISTA