fbpx

PIDOCCHI? NIENTE PANICO

Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su linkedin
Condividi su telegram

I pidocchi sono uno dei drammi che le mamme si trovano ad affrontare quando i bambini cominciano ad andare a scuola e riprendere le attività ricreative.

Si stima che almeno il 25% dei piccoli studenti, di età compresa tra i 3 e gli 8 anni soffra di pediculosi. Questo è dovuto al fatto che i bambini producono meno sebo, una sostanza che acidifica la superficie del cuoio capelluto, scoraggiando l’attacco dei parassiti.

In questo articolo spiegheremo le caratteristiche di questi piccoli parassiti e come comportarci in caso di pediculosi.

LA PEDICULOSI

La pediculosi è un’infestazione causata dalla presenza di pidocchi, piccoli insetti grigio-biancastri senza ali, con il corpo appiattito e le zampe fornite di uncini particolari, che permettono loro di attaccarsi fortemente a capelli e peli. Sono forniti, inoltre, di un apparato buccale adatto a perforare la cute e a succhiarne il sangue.

I pidocchi agiscono come parassiti (organismi che vivono “a carico” di altri organismi) e si nutrono pungendo la parte del corpo colpita depositando un liquido che causa intenso prurito.

Caratteristica fondamentale dei pidocchi è quella di vivere, quasi esclusivamente, sul corpo umano: gli animali domestici non rappresentano una fonte di trasmissione per l’uomo e viceversa.

L’infestazione è più frequente nelle scuole, nelle colonie, negli oratori, nelle palestre, in cui vi sono molte occasioni di contatto.

Tra le numerose specie di pidocchi esistenti in natura, quelle che diventano parassiti dell’uomo sono:

  • il pidocchio del capo (Pediculus humanus capitis) che causa la maggior parte delle infestazioni.
    Di colore grigiastro, spesso si mimetizza con il colore dei capelli dell’ospite. Di solito si ritrova sulla testa dei bambini e in particolare nelle zone della nuca e dietro le orecchie.
    L’insetto è munito di zampette uncinate, che si ancorano ai capelli. Il passaggio da un ospite all’altro avviene per contatto diretto del capo o, indirettamente, attraverso lo scambio di effetti personali: cappelli, pettini, sciarpe, cuscini ecc.
  • il pidocchio del corpo (Pediculus humanus corporis)
    Non si distingue, per la forma, da quello del capo, e la diagnosi differenziale si effettua in base alla localizzazione.
    Lo si ritrova spesso negli indumenti usati da persone infestate e in questi può sopravvivere anche per un mese. Anche questo pidocchio si trasmette per contatto diretto, oppure attraverso indumenti e biancheria da letto.
  • il pidocchio del pube (Phthirus pubis).
    Detto anche piattola, per la sua forma schiacciata, è fornito di arti e uncini molto robusti, capaci di ancorarsi a peli più corposi del capello. Si trasmette per contatto intimo, soprattutto negli adulti.

Le tre specie sono molto simili tra loro: succhiano il sangue del soggetto che parassitano, vivono su un solo ospite e si sviluppano in stadi successivi:

  1. uova (lendini)
  2. ninfa (forma immatura del pidocchio)
  3. pidocchio adulto (in grado di riprodursi).

Le uova sono attaccate alla radice del capello con una loro colla naturale, difficilissima da sciogliere, sono opalescenti, lunghe circa 1 mm e di forma allungata. Le uova vengono deposte 24 o 48 ore dopo l’accoppiamento, a seconda della temperatura più o meno favorevole.

La ninfa rappresenta la forma immatura del parassita adulto; si nutre di sangue da 2 a 5 volte al giorno e diventa adulta dopo 7-13 giorni
L’insetto adulto femmina è più grande del maschio e depone circa 5 uova al giorno, che maturano e si schiudono in 7 giorni.

ATTENZIONE: Gli unici pidocchi in grado di diventare possibili vettori di microrganismi patogeni per l’uomo sono i pidocchi del corpo, che presentano problemi di sanità pubblica nei periodi caratterizzati da calamità naturali o da guerre, in cui sono frequenti situazioni di promiscuità e di disagio sociale.

Quelli del capo, pur rappresentando un problema di sanità pubblica per la rapidità con cui si propaga l’infestazione, coinvolgendo spesso intere classi di alunni, presentano il vantaggio di non poter sopravvivere più di due o tre giorni al di fuori del corpo umano e di essere facilmente attaccati dai vari sistemi di disinfestazione.

COME SI MANIFESTA

Le prime punture del pidocchio non si sentono perché nella saliva c’è una sostanza che toglie la sensibilità. Dopo qualche settimana, la persona inizia a provare prurito locale, avvertendo così la presenza del parassita.

Il prurito è, dapprima, localizzato alle zone di deposizione delle lendini e, in seguito alla nuca e alla parte alta del tronco. E’ causato da una reazione allergica alla saliva dell’insetto e, pertanto, tra l’infestazione e la comparsa dei sintomi trascorre un periodo di latenza, durante il quale è facile la trasmissione della malattia. Il grattamento può essere causa di lesioni escoriative, impetiginizzazione e ingrossamento locale dei linfonodi.

La diagnosi si basa sull’intensa sintomatologia pruriginosa al capo e sul ritrovamento dell’insetto adulto e delle lendini, specialmente all’altezza della nuca o dietro le orecchie, che appaiono come puntini bianchi o marrone chiaro, di forma allungata, traslucidi, poco più piccoli di una capocchia di spillo. 

Si differenziano dalla forfora in quanto le lendini non si staccano dal capello quando lo si fa scorrere tra le dita, essendo tenacemente attaccate ad esso da una particolare sostanza adesiva. La forfora, al contrario, è facilmente asportabile.

COSA FARE

La certezza dell’infestazione si ha solo quando si trova il pidocchio vivo, infatti la presenza di lendini non indica di per sé la presenza del pidocchio, né che la lendine sia vitale (ossia, contenente il parassita).

Per eliminare l’infestazione occorre seguire scrupolosamente alcune indicazioni di trattamento, anche se bisogna dire che nessun prodotto ha effetto preventivo, per cui non si può escludere una successiva reinfestazione.

Ecco in breve cosa fare:

  • effettuare un’accurata ispezione del capo, magari con l’aiuto di una lente d’ingrandimento in un ambiente intensamente illuminato, per individuare e rimuovere manualmente pidocchi e uova.
  • trattare i capelli con un prodotto antiparassitario specifico.
  • dopo il trattamento, usare un pettine possibilmente in acciaio a denti molto fitti (i pettini in plastica tendono facilmente a deformarsi), per rimuovere le uova, pettinando accuratamente ciocca per ciocca partendo dalla radice del capello. L’eliminazione delle uova è facilitata se si bagna il pettine o meglio la capigliatura con una soluzione al 50% in acqua di aceto, in grado di diminuire l’adesione delle uova al capello.
  • lavare e disinfettare accuratamente pettini, spazzole e fermagli, immergendoli in acqua molto calda per 10-20 minuti (il parassita è sensibile al calore).

TRATTAMENTI EFFICACI

In commercio sono disponibili numerosi prodotti contro la pediculosi, sotto forma di polveri, creme, mousse, gel e shampoo.

E’ importante sottolineare che i prodotti contro la pediculosi vanno utilizzati per il trattamento dell’infestazione da pidocchi e non per prevenirla.

Tra i trattamenti più efficaci in farmacia ritroviamo gli insetticidi topici. Le molecole principali sono:

  • le piretrine naturali sono disponibili solo sottoforma di shampoo e di mousse. Non uccidono però tutte le uova e, per tale ragione, dopo 7-10 giorni è consigliabile ripetere l’applicazione. Va evitato il contatto con gli occhi. La comparsa di resistenze ha aumentato gli insuccessi terapeutici. Sono controindicate negli allergici al crisantemo, sebbene le moderne tecniche di estrazione minimizzino questa possibilità
  • i derivati sintetici (permetrina, piretrine sinergizzate) esercitano un’azione di blocco sulla ripolarizzazione dei canali del sodio a livello del sistema nervoso centrale e periferico del pidocchio, provocandone l’immobilizzazione immediata, e successivamente la morte sia di pidocchi che di uova.

L’emulsione all’1% di permetrina, si può impiegare in tutti i tipi di pediculosi, applicando sui capelli puliti e sulla pelle un sottile strato di prodotto da lasciare agire per 10 minuti e da rimuovere con abbondante risciacquo. Si mantiene a lungo dopo l’applicazione, rendendo in genere sufficiente un solo trattamento.

La permetrina è ben tollerata, anche se sono possibili reazioni cutanee locali. E’ sconsigliato l’uso di questo prodotto sotto i 6 mesi di età.

  • Un trattamento di seconda scelta, da utilizzare solo nei casi in cui si sospetta una resistenza alla permetrina o alle piretrine, è il malathion, un antiparassitario organofosforico rapidamente attivo contro pidocchi e lendini: provoca un accumulo di acetilcolina a livello recettoriale, con successiva paralisi respiratoria e morte del parassita.
    Il gel allo 0,5% deve essere spalmato in modo uniforme sui capelli asciutti e sulla pelle sottostante e lasciato in sede per almeno 10 minuti; successivamente va asportato con un accurato lavaggio. Non ci sono ad oggi segnalazioni di effetti tossici quando vengano rispettate le avvertenze d’uso. Il prodotto non è stato testato in bambini di età inferiore ai 6 anni, per cui si tende a raccomandarne l’uso solo dopo questa età.
  • Una valida alternativa ai trattamenti convenzionali, per tutte quelle persone che per qualsiasi motivo non desiderano o non possono utilizzare prodotti chimici, è dato dal dimeticone al 4% in lozione, che agisce in maniera ”fisica” formando una pellicola attorno al pidocchio, immobilizzandolo e provocandone il “soffocamento”.
  • Se la localizzazione è tra le ciglia o le sopracciglia, non si possono utilizzare gli shampoo specifici, perché tossici, ma si ricorre ad un unguento all’ossido giallo di mercurio. Ancora più efficace è l’applicazione di vaselina bianca con un bastoncino cotonato, strisciato dalla base verso il bordo del ciglio. Questo trattamento non elimina le uova, che si schiudono dopo 7-8 giorni. Pertanto va ripetuto 3 volte al dì per 10 giorni.
PRINCIPIPREPARAZIONI DISPONIBILIFREQUENZA DEL TRATTAMENTOCONTROINDICAZIONI
PIRETRINE NATURALI SINERGIZZATEMousse termosensibileRipetere il trattamento dopo 7-10 giorninessuna
PIRETROIDI SINTETICI
(permetrina, fenotrina, deltametrina e sumitrina)
Shampoo
Lozione
Gel
Polveri
Ripetere dopo 2-7 giorni

Ripetere dopo 8 giorni
Ripetere dopo 7 giorni
nessuna
MALATHIONGel allo 0,5%Ripetere dopo 8 giorniNon indicato nei bambini di età inferiore a 6 anni

Sono consigliati i prodotti in crema, lozione, schiuma termosensibile, per il maggior tempo di contatto, e minore diluizione durante l’uso, rispetto allo shampoo.

 Ricordiamo, inoltre, che non vanno utilizzati contemporaneamente o miscelati prodotti pediculocidi diversi, per evitare reazioni crociate e irritazioni.

COSA NON FARE

Come farmacisti, è poi nostro dovere sfatare alcuni falsi miti e diffondere anche tramite i social network, delle informazioni corrette sulla pediculosi.

  • Non è necessario rasare a zero i propri bambini, come abbiamo visto sopra, esistono trattamenti efficaci nel debellare tali parassiti.
  • Contrariamente a quanto si crede i pidocchi “non saltano” da una testa a un’altra, ma si trasmettono per contatto diretto e meno frequentemente attraverso gli oggetti quali: pettini, spazzole, fermagli, sciarpe, cappelli, asciugamani, cuscini, biancheria da letto ecc.
  • Possono colpire chiunque indipendentemente dalla pulizia e dall’igiene (sfatando il mito che i pidocchi colpiscono chi è più sporco).  Quando c’è un caso in famiglia tutti si dovrebbero controllare a vicenda.
  • Il ricorso a rimedi casalinghi (alcol isopropilico, olio di oliva, maionese, burro sciolto) è del tutto inefficace. Inoltre tali prodotti sono cosmeticamente non gradevoli, infiammabili, oltre a essere di difficile applicazione. Solo l’utilizzo dell’aceto, miscelato con l’acqua, può contribuire a facilitare il distacco delle uova dal capello.
  • Non è necessario effettuare la disinfestazione degli ambienti: in caso di contagio basta eseguire un’accurata pulizia di tappeti, divani, cuscini, lavandoli a 60°C. ll parassita, infatti,  allontanato dalla testa non sopravvive a lungo.
  • Non esistono prodotti preventivi.

LA RIAMMISIONE A SCUOLA

La circolare del Ministero della sanità n. 4 del 13 marzo 1998 prevede “restrizioni della frequenza di collettività fino all’avvio di idoneo trattamento di disinfestazione, certificato dal medico curante”.

Se si seguono scrupolosamente le indicazioni per eliminare i pidocchi, il bambino può tornare a scuola il giorno successivo al primo trattamento.

Qualora il bambino non venga adeguatamente sottoposto a trattamento antiparassitario, dovrà essere disposto l’allontanamento dalla scuola, in modo da interrompere la catena di trasmissione e verrà richiesto un certificato medico di riammissione.

Per qualsiasi dubbio o consiglio rivolgiti al tuo farmacista di fiducia che ha selezionato per te questi prodotti in offerta

Piretrine naturali

Piretroidi sintetici

Malathion

Dimeticone

Prodotti naturali senza insetticidi

Prodotti preventivi