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OCCHI INFIAMMATI ED ARROSSATI

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Le patologie oculari sono numerose ed alcune possono essere severe. In questo articolo ci concentreremo su alcune tra le più comuni malattie infiammatorie degli occhi: l’orzaiolo, il calazio, la blefarite e la congiuntivite.

ORZAIOLO:

L’orzaiolo si manifesta come una piccola ma dolorosa formazione nodulare, spesso purulenta, situata all’interno o all’esterno della palpebra, la quale appare rigonfia, infiammata ed arrossata. Frequentemente alla base delle ciglia compare un puntino biancastro di pus.

Si sviluppa solitamente in un solo occhio, il quale può presentare iperlacrimazione, fotosensibilità, bruciore, sensazione di corpo estraneo all’interno.

Come appare l’orzaiolo.

L’orzaiolo è dovuto all’infezione di un follicolo ciliare (il dotto che contiene le ciglia) o di una delle ghiandole palpebrali. Tra queste, possono essere colpite:

  • Le ghiandole di Zeiss, fondamentali per la lubrificazione delle ciglia.
  • Le ghiandole sudoripare apocrine di Moll.
  • Le ghiandole di Meibomio, deputate alla secrezione dello strato lipidico della cornea. In questo caso, più raro, l’infiammazione compare all’interno della palpebra.

Queste infezioni sono, nella maggior parte dei casi, causate dal batterio Staphylococcus aureus.

La comparsa dell’orzaiolo è determinata da tutte quelle situazioni che favoriscono lo sviluppo della carica batterica intorno agli occhi. Tra queste elenchiamo: scarsa igiene del viso e delle mani, utilizzo di asciugamani o salviette contaminati, applicazione di cosmetici scaduti, posizionamento di lenti a contatto non adeguatamente disinfettate.

Generalmente l’orzaiolo si risolve senza alcun trattamento specifico nel giro di pochi giorni o settimane. Per accelerare la guarigione è importante mantenere la palpebra pulita, attraverso l’irrigazione con soluzione fisiologica o mediante la detersione delicata con salviette oculari. Quando si manifesta il disturbo è opportuno evitare di applicare il trucco degli occhi o di utilizzare le lenti a contatto, in quanto questi strumenti possono aggravare e diffondere l’infezione.

È fondamentale evitare di spremere, di forare o di incidere l’orzaiolo per fare uscire il pus: in questo modo si rischia di propagare ulteriormente l’infezione e di ritardare la sua risoluzione.

Per favorire la guarigione, l’oculista potrà prescrivere una cura a base di antibiotici per uso topico, sottoforma di unguenti oftalmici.

Se non si risolve, l’infezione può portare all’ostruzione del canale escretore di una delle ghiandole del Meibomio e l’orzaiolo può pertanto evolvere in calazio.

CALAZIO:

Il calazio è una cisti, o lipogranuloma, della palpebra, che si forma in seguito all’ostruzione del dotto escretore di una delle ghiandole del Meibomio, condizione che porta ad uno stato di gonfiore e di infiammazione della palpebra.

Queste ghiandole si trovano nella parte tarsale delle palpebre superiori ed inferiori e sono coinvolte nella formazione dello strato lipidico del film lacrimale. Questo è lo strato più esterno della lacrima ed ha la funzione di difesa dell’epitelio corneale e di controllo dell’evaporazione dello strato acquoso: mantiene quindi il corretto livello di idratazione della cornea e la protegge.

Posizione delle ghiandole di Meibonio.

Il calazio si forma quando prodotti di degradazione lipidica, secrezioni sebacee ed enzimi batterici penetrano nei tessuti circostanti, ostruendo il canale d’uscita della ghiandola. In questo modo la naturale secrezione resta bloccata e questo provoca gonfiore nella sede ed una risposta infiammatoria granulomatosa, con formazione della cisti.

Come riportato precedentemente, il calazio può anche insorgere in quanto cronicizzazione di un orzaiolo.

Le manifestazioni di questa condizione sono: rigonfiamento ed arrossamento della palpebra, accompagnati da dolore, secrezione ed infiammazione della congiuntiva. L’entità dei sintomi varia a seconda del grado di infiammazione e del numero di ghiandole coinvolte. Anche la grandezza della ciste varia: può essere piccola o più ampia, fino a raggiungere una dimensione tale da provocare la chiusura della palpebra.

Un calazio di grosse dimensioni.

Le cause della comparsa del calazio sono legate ad una alimentazione disordinata, con consumo eccessivo di insaccati, dolciumi e cibi fritti, ma anche a periodi di stress intenso, costituzionalità e patologie del tratto intestinale.

In alcuni casi, più frequentemente nei bambini, la comparsa può essere attribuita a difetti visivi non corretti: la contrazione non volontaria dei muscoli oculari, che servono per mettere a fuoco, può provocare la chiusura del dotto escretore delle ghiandole di Meibomio.

In genere il disturbo si risolve nel giro di qualche giorno o settimana. Esclusivamente dietro prescrizione del medico oculista si possono applicare unguenti antibiotici o antibiotico-cortisonici per eliminare l’infiammazione. Una strategia utile è quella di effettuare, dopo essersi lavati accuratamente le mani, massaggi circolari per circa 5-10 minuti sulla zona interessata: questo gesto aiuta ad ammorbidire le secrezioni sebacee che occludono il dotto, favorendo il drenaggio e la liberazione del canale.

Se dopo 2-3 settimane il calazio persiste, può essere necessario effettuare un piccolo intervento chirurgico ambulatoriale per esportare la ghiandola.

Per prevenire la comparsa e le ricadute del calazio, è importante seguire una dieta sana ed equilibrata, favorendo cibi ricchi di vitamine, di flavonoidi (contenuti in frutta e verdura) e di acidi grassi essenziali omega-3 ed omega-6. Può essere d’aiuto anche integrare la dieta con l’assunzione di fermenti lattici vivi, per regolarizzare l’assorbimento intestinale dei nutrienti.

BLEFARITE:

La blefarite (dal greco blèpharon, palpebra) è un’infiammazione del margine libero delle palpebre.

A seconda dell’eziologia, possiamo classificare le blefariti in:

  1. Blefarite acuta:
    • Ulcerativa: generalmente causata da un’infezione batterica (solitamente stafilococcica) o virale (Herpes simplex o Herpes zoster). Queste infezioni possono portare alla formazione di piccole pustole a livello dei follicoli delle ciglia, che possono infine rompersi dando origini ad ulcere superficiali. 
    • Non ulcerativa: dovuta soprattutto a reazioni allergiche, stagionali o da contatto. Frequentemente è associata alla dermatite seborroica e alla rosacea. Compaiono spesso croste, desquamazioni e secrezioni.
  2. Blefarite cronica: tra le varie cause elenchiamo il blocco della secrezione delle ghiandole del Meibonio e vizi refrattivi non corretti.

Le manifestazioni della blefarite sono comuni per tutti i tipi e comprendono, a livello palpebrale:

  • Prurito, bruciore e irritazione.
  • Gonfiore e arrossamento.
  • Formazione di croste, squame simili a forfora o addirittura ulcere.
  • Fotosensibilità, iperlacrimazione, arrossamento della congiuntiva, sensazione di corpo estraneo nell’occhio.
Come appare una palpebra colpita da blefarite.

Il trattamento è volto alla risoluzione della causa della comparsa di questo disturbo. In aggiunta, è sempre molto importante tenere pulito il margine palpebrale, effettuando una pulizia meccanica (mediante l’utilizzo di salviette oculari o di garze sterili bagnate con soluzione fisiologica) per rimuovere le crosticine e le piccole squame.

  • Se l’origine sarà batterica, il medico potrà consigliare una pomata o un collirio antibiotico.
  • Per le blefariti virali possono essere prescritti farmaci antivirali orali, efficaci contro l’herpes simplex, il maggiore responsabile di queste infezioni.
  • Per la blefarite allergica, l’oculista potrà prescrivere colliri o unguenti a base di corticosteroidi per ridurre l’infiammazione ed il prurito. È importante non utilizzare quella classe di farmaci quando è in atto un’infezione virale: essi infatti favoriscono la crescita del virus.

CONGIUNTIVITE:

La congiuntivite è la causa più comune dell’occhio rosso. Si tratta dell’infiammazione della congiuntiva, la sottile membrana mucosa che riveste la superficie anteriore del bulbo oculare e la superficie interna delle palpebre. La funzione di questa guaina è quella di proteggere le parti più interne dell’occhio dagli agenti esterni e di permettere lo scorrimento delle palpebre.

A causa della sua posizione nella regione più esterna dell’occhio, la congiuntiva ha la tendenza ad infiammarsi spesso, portando alla manifestazione di sintomi quali: arrossamento dell’occhio, bruciore, prurito, irritazione, dolore, scarsa lacrimazione, fotofobia, sensazione di corpo estraneo.

Occhio arrossato a causa della congiuntivite.

Possiamo classificare le congiuntiviti in:

  • Congiuntivite irritativa: agenti esterni fisici o chimici, come raggi solari, vento, granelli di polvere, fumi, lenti a contatto, possono portare all’evaporazione dello strato acquoso della mucosa, asciugandola e assottigliandola: in questo modo il corretto scorrimento delle palpebre viene impedito.  L’occhio appare arrossato e si avverte la sensazione di bruciore, prurito e di “sabbia nell’occhio”. È necessario reidratare la congiuntiva applicando colliri idratanti e lubrificanti a base di acido ialuronico.
  • Congiuntivite allergica: si manifesta quando i soggetti predisposti entrano in contatto con allergeni (come i pollini, i peli di animale, la polvere…) che scatenano all’interno del loro organismo una risposta infiammatoria. È caratterizzata da intenso prurito e lacrimazione. Viene trattata con colliri antistaminici o, nei casi più severi, con colliri cortisonici.
  • Congiuntivite infettiva: può essere di origine batterica o virale e può venire facilmente trasmessa ad altri individui, attraverso la condivisione di asciugamani, cosmetici, occhiali da sole…
    Nella congiuntivite batterica, provocata da microrganismi quali stafilococchi, streptococchi, pseudomonas, si ha la presenza di secrezioni che rendono l’occhio appiccicoso, con successiva formazione di crosticine giallastre.Viene trattata con colliri antibiotici specifici per i microrganismi sensibili.

La forma virale, della quale sono responsabili gli Herpes simplex, gli Herpes zoster o gli adenovirus, può portare anche a lesioni corneali. Vengono trattate attraverso l’applicazione di colliri antinfiammatori (FANS) o antibiotici per prevenire o trattare la comparsa di sovrainfezioni batteriche. Possono essere prescritti inoltre farmaci antivirali orali.

CONSIGLI PER OCCHI IN SALUTE:

Al fine di preservare la salute dei nostri occhi, possiamo seguire alcuni accorgimenti.

Sottoporsi a controlli oculistici regolari, evitando di trascurare alterazioni della visione, quali lampi luminosi, immagini distorte, annebbiamento visivo: è sempre consigliato chiedere un parere di uno specialista ai primi sintomi, in modo da diagnosticare e trattare precocemente qualunque patologia.

In caso di disturbi oculari, evitare di instillare colliri medicinali in autonomia, senza prima consultare uno specialista.

Utilizzare occhiali da sole con filtri a norma di legge durante le giornate assolate. Evitare in generale di esporsi al sole intenso per periodi prolungati.

Curare la propria alimentazione, assumendo quotidianamente frutta e verdura fresche e riducendo il consumo di grassi animali. Bere ogni giorno almeno 1 litro e mezzo d’acqua per idratare l’occhio.

Limitare l’utilizzo di dispositivi elettronici. Per evitare l’affaticamento oculare, è necessario concedersi una pausa distogliendo lo sguardo dallo schermo per circa un quarto d’ora ogni ora. Se sono stati prescritti occhiali correttivi utilizzarli sempre.

Mantenere, negli ambienti domestici, il corretto livello di temperatura e di umidità, arieggiando spesso gli ambienti e riducendo la polvere.

Nel caso di occhio secco, applicare colliri a base di acido ialuronico (lacrime artificiali) per idratare lo strato corneale e riequilibrare il film idrolipidico dell’occhio.

PER QUALSIASI DUBBIO O CONSIGLIO RIVOLGITI AL TUO FARMACISTA DI FIDUCIA