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LE ALLERGIE RESPIRATORIE

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CHE COSA E’ L’ALLERGIA:

L’allergia è una reazione che si sviluppa quando il sistema immunitario di un organismo reagisce in modo anomalo a sostanze tipicamente innocue presenti nell’ambiente, le quali, in condizioni normali, sono ben tollerate e non provocano sintomi. Nei soggetti allergici queste sostanze, chiamate allergeni, vengono riconosciute come nocive e scatenano nell’organismo una risposta difensiva eccessiva.

Negli individui predisposti il contatto con l’allergene provoca la produzione di una classe specifica di anticorpi, le immunoglobuline E (IgE), le quali vengono rilasciate nel circolo sanguigno innescando la produzione di mediatori infiammatori. Tra questi, quello maggiormente coinvolto è l’istamina. Il rilascio di questa molecola da parte delle cellule coinvolte nella risposta immunitaria ed infiammatoria (mastociti e basofili) provoca:

  • Vasocostrizione: per effetto sulla muscolatura liscia delle grandi arterie, provocando ipertensione.
  • Broncocostrizione: per effetto sulla muscolatura liscia dell’apparato respiratorio.
  • Aumento della produzione di muco nelle vie aeree.
  • Aumento della permeabilità dei capillari.

CLASSIFICAZIONE:

Le reazioni allergiche possono essere distinte in:

  • Allergie stagionali: provocate da allergeni, come i pollini, che si trovano nell’aria a più alte concentrazioni in determinati periodi dell’anno rispetto ad altri.
Principali allergeni stagionali: pollini liberati nell’ambiente.
  • Allergie perenni: derivano da allergeni presenti per la maggior parte dell’anno (acari, pelo di animali, muffe, allergeni alimentari). Di solito manifestano comunque aggravamenti stagionali.

PRINCIPALI MALATTIE RESPIRATORIE ALLERGICHE:

Le allergie respiratorie comprendono la rinite allergica e l’asma, le quali spesso coesistono nello stesso paziente.

È stato dimostrato infatti che la rinite è presente come manifestazione associata in almeno il 60% dei pazienti con asma, mentre circa il 30% di pazienti con rinite allergica soffre anche di asma.

La correlazione tra queste due patologie potrebbe essere spiegata dal fatto che entrambe sono espressioni di uno stato infiammatorio che si propaga tra le vie aree superiori e quelle inferiori. Per questo motivo dovrebbero essere considerate come due fasi di un’unica malattia dell’apparato respiratorio.

Di conseguenza i pazienti che presentano una di queste manifestazioni allergiche dovrebbero essere trattati con un approccio integrato, per controllare i sintomi di entrambe le patologie ed evitare il loro peggioramento, il quale può portare anche a danni irreversibili ai polmoni.  

RINITE ALLERGICA:

Manifestazione del “raffreddore da fieno”.

La rinite allergica colpisce le vie respiratorie superiori (naso, gola…) e consiste nell’infiammazione della mucosa nasale in seguito all’esposizione a determinate sostanze.

Frequentemente è accompagnata da congiuntivite (infiammazione a carico delle congiuntive) con genesi immunologica ed in questo caso prende il nome di rino-congiuntivite allergica.

I sintomi assomigliano a quelli di un comune raffreddore: naso che cola (rinorrea), congestione nasale, starnuti, lacrimazione, palpebre infiammate, prurito e irritazione di naso, occhi e gola, difficoltà respiratorie.

La forma stagionale è denominata “raffreddore da fieno”.

ASMA ALLERGICA:

Trattamento dell’asma allergica.

L’asma allergica è un’infiammazione della mucosa bronchiale dovuta all’esposizione ad un allergene inalato per via aerea.

Il rilascio di istamina a questo livello provoca contrazione dei muscoli lisci dei bronchi, che appaiono inspessiti, con conseguente ristringimento del lume bronchiale (broncocostrizione). Si ha inoltre una produzione eccessiva di muco.

Questi fattori portano ad una riduzione del flusso d’aria diffusa con gli atti di inspirazione ed espirazione, rendendo difficoltoso l’atto respiratorio.

Questa patologia si manifesta con tosse stizzosa, respiro corto e sibilante, affanno, costrizione toracica, broncospasmo.

DIAGNOSI:

Il primo passo per indirizzare il medico verso la corretta diagnosi della patologia è rappresentato dall’anamnesi, cioè dal racconto diretto del paziente di tutte le informazioni relative alla sua storia clinica e a quella familiare, dietro la guida di specifiche domande poste dal dottore. Questi, dopo avere raccolto ulteriori informazioni attraverso l’esame obiettivo del paziente, potrà iniziare a pianificare il successivo percorso diagnostico, attraverso la prescrizione di specifici test allergometrici.

TEST ALLERGOMETRICI:

Il test più comunemente utilizzato è il prick test. Esso consiste nell’applicazione sull’avambraccio del paziente di gocce contenenti piccole quantità dei vari allergeni da testare, che vengono fatti penetrare velocemente nell’organismo pungendo delicatamente la cute con una lancetta sterile. Dopo 15 minuti si osserva la sede del test: se la reazione è positiva si avrà la formazione di un “pomfo”, un rigonfiamento, circondato da una zona arrossata, più o meno pruriginoso.

Per evitare falsi negativi, bisogna sospendere l’assunzione di antistaminici una settimana prima dell’esecuzione di tale prova.

Si tratta di un test accurato, semplice, rapido ed economico.

Esecuzione del prick test.

In alcuni casi può essere effettuata un’analisi sul sangue venoso: in vitro si ricercano gli anticorpi specifici (IgE) per l’antigene sospetto e si misura la loro concentrazione nel plasma. Questa indagine diagnostica è chiamata RAST test.

Si tratta di un test di secondo livello, ovvero viene effettuato solamente nei casi in cui si sia impossibilitati ad eseguire il prick test (risultati falsi positivi, impossibilità a sospendere gli antistaminici, presenza di alterazioni della pelle…). È meno sensibile, meno specifico e più costoso rispetto al test cutaneo.

Campione di sangue per la ricerca di IgE durante il RAST test.

Infine, a completamento, possono essere indicati differenti esami funzionali per valutare il grado di affezione delle vie respiratorie, quali:

  • Test della funzionalità respiratoria: misura della capacità polmonare.
  • Spirometria: misura della capacità respiratoria attraverso la determinazione della quantità d’aria inspirata ed espirata.
  • Determinazione dell’ossido nitrico esalato: è indice del livello di infiammazione delle vie aeree.
  • Esame dell’espettorato.
  • Diagnostica per immagini: radiografie e TAC volte a evidenziare eventuali anomalie nelle vie aeree.

TERAPIA:

Il modo più semplice per contrastare le allergie respiratorie è quello di evitare il più possibile il contatto con l’allergene, quando noto, attraverso determinati accorgimenti di igiene ambientale.

La terapia farmacologica ha come obiettivo quello di prevenire e controllare l’insorgenza dei sintomi. Non esistono farmaci curativi: se viene sospesa la loro assunzione, l’esposizione all’antigene provocherà nuovamente la comparsa delle manifestazioni cliniche.

Le classi di farmaci utilizzati per trattare la rinite allergica sono:

  • Antistaminici orali (es: cetirizina, desloratadina, loratadina): rappresentano la terapia di elezione e sono utilizzati anche per i sintomi oculari della rino-congiuntivite allergica. Agiscono inibendo l’attività dell’Instamina.
  • Corticosterodi inalatori (es: fluticasone, mometasone): si trovano sotto forma di spray nasali o aerosol e riducono l’infiammazione, alleviando i sintomi della patologia.

Per quanto riguarda l’asma allergica, bisogna distinguere tra farmaci da somministrare in fase acuta, cioè durante il singolo attacco d’asma, e quelli “di fondo”, ovvero da assumere per periodi di tempo più lunghi, in modo da tenere sotto controllo la patologia anche in assenza di sintomi ed evitare le esacerbazioni.

  • Broncoditalatori inalatori (es: salmeterolo, salbutamolo): sono i farmaci di elezione per contrastare gli attacchi acuti di asma allergica, in quanto, dilatando la muscolatura liscia dei bronchi, riducono il grado di ostruzione. Vengono inalati attraverso erogatori predosati.
  • Corticosteroidi inalatori (es: beclometasone, budesonide, fluticasone): vengono assunti da soli o in associazione con broncodilatatori a lunga durata. Sono utilizzati per ridurre il processo di infiammazione bronchiale, in modo da limitare la comparsa dei sintomi della fase acuta.
  • Antileucotrenici (es: montelukast): sono antagonisti dei recettori dei leucotrieni, mediatori della risposta infiammatoria. Si tratta quindi di farmaci antinfiammatori di natura non steroidea, specifici per naso e bronchi, che possono migliorare i risultati ottenuti con la terapia a base di antistaminici e/o cortisonici inalatori. 
  • Corticosteroidi orali (es: betametasone):in casi specifici la loro assunzione può essere necessaria ma deve essere limitata a periodi di tempo brevi.

Sarà sempre compito del medico scegliere il trattamento, il principio attivo e la posologia più indicati, a seconda delle condizioni del paziente e della gravità della patologia.

IMMUNOTERAPIA ANTIGENE SPECIFICA:

Come abbiamo precedentemente sottolineato, i farmaci sopra descritti sono sintomatici, non curano l’allergia. L’unico modo efficace per intervenire sulla patologia è rappresentato dall’immunoterapia specifica o vaccino antiallergico.

Vaccino antiallergico: l’unico trattamento specifico delle malattie allergiche.

Questo metodo consiste nel somministrare al paziente, in modo graduale, quantità crescenti dell’allergene, per via sottocutanea o sublinguale. Lo scopo è quello di produrre nell’organismo una tolleranza immunologica a tale allergene.

Gli effetti collaterali durante questo trattamento sono in genere lievi e locali.

Questa pratica viene utilizzata per trattare l’asma, la rinite allergica, le allergie ambientali e le punture d’insetto (non sono stati invece dimostrati vantaggi per quanto riguarda le allergie alimentari).

È stato dimostrato come questo approccio abbia migliorato la qualità di vita di numerosi pazienti allergici, riducendo la necessità di assumere farmaci sintomatici. I benefici sono duraturi e persistono anche dopo la fine del trattamento.