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LATTOSIO: allergia o intolleranza?

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Chi soffre di intolleranze sa bene come tenere sotto controllo il problema, ma dal momento che c’è tanta confusione sull’argomento, un po’ di chiarezza non può che essere utile.

Partiamo dalla differenza tra allergia e intolleranza:

  • L’allergia insorge quando il sistema immunitario produce anticorpi contro le proteine dell’alimento ingerito che l’organismo individua come pericoloso. Si tratta di una risposta pressoché immediata all’ingestione di cibi “nemici” che può manifestarsi con reazioni a livello del tratto gastrointestinale, cutaneo o respiratorio, come per esempio prurito e arrossamento cutaneo, difficoltà respiratorie e, nei casi più gravi, shock anafilattico.
  • L’intolleranza è invece dovuta ad una carenza enzimatica che impedisce la corretta digestione dell’alimento. La reazione non è immediata e i sintomi possono comprendere dolori addominali, nausea e diarrea, gonfiore di stomaco, prurito e arrossamento cutaneo.

CAUSE E SINTOMI

Il lattosio è uno zucchero complesso composto da due zuccheri semplici: glucosio e galattosio.

L’intolleranza al lattosio è dovuta dalla carenza di lattasi, l’enzima in grado di digerirlo correttamente.

Se vi è deficit di lattasi, il lattosio permane nel tratto intestinale e viene fermentato dalla flora batterica. Questo processo di fermentazione richiama liquidi nel colon e aumenta la produzione di gas da cui poi hanno origine i principali sintomi:

  • meteorismo
  • flatulenza
  • gonfiore
  • dolori addominali
  • diarrea
  • stitichezza

Possono manifestarsi anche nausea, mal di testa, spossatezza ed eruzioni cutanee.

 I sintomi possono cambiare molto da soggetto a soggetto, perché dipendono dalla gravità dell’intolleranza e dal tipo di pasto ingerito.

Tuttavia questi disturbi sono riconducibili ad una serie di altre problematiche assai diffuse e una corretta diagnosi si potrà ottenere solo eseguendo test diagnostici scientificamente riconosciuti come l’H2 Breath Test ed il test genetico.

TEST DIAGNOSTICI

L’H2 Breath Test è un esame non invasivo che si esegue assumendo una determinata quantità di lattosio sciolta nell’acqua e soffiando, a intervalli regolari di 30 minuti per circa 4 ore, in una sacca. Dall’analisi dell’idrogeno presente nell’aria espirata si riesce a stabilire se il lattosio è stato correttamente digerito o meno. In condizioni di normalità il quantitativo di idrogeno prodotto è minimo; un eccesso di Idrogeno, viceversa, è indice di malassorbimento di lattosio.

Il Test genetico, invece, definisce la predisposizione all’intolleranza studiando la composizione genetica dell’individuo. Si esegue prelevando un campione di saliva dalla mucosa orale tramite un tampone, e proprio per questo è consigliato nei bambini, che potrebbero avere qualche difficoltà a soffiare nella sacca del Breath Test.

LA DIETA COME TERAPIA

Risultare positivi ai test di intolleranza al lattosio può far cadere nello sconforto, ma convivere con questa problematica è possibile, a patto di rispettare alcune regole fondamentali che riguardano l’alimentazione. L’esclusione dalla dieta di tutti gli alimenti contenenti lattosio permette la remissione completa dei sintomi e una normale funzionalità intestinale.

ALIMENTI NON CONSENTITI

Alimenti contenenti lattosio. Allo scopo di evitare carenze nutrizionali è opportuno che venga valutata con il medico la tollerabilità individuale e l’effettiva necessità di eliminare dalla dieta gli alimenti sottoelencati.

  • Latte, formaggi freschi e stagionati, panna, formaggini da spalmare, gelati, frappé.
  • Dolci preparati con burro e latte, creme a base di latte, anche in polvere o lattosio indicato in etichetta.
  • Pane al latte.
  • Cioccolato, anche fondente.
  • Burro, Margarine.

ALIMENTI CONSENTITI CON MODERAZIONE

Alimenti con lattosio in quantità minime o da verificare in etichetta.

  • Alcuni derivati del latte di vacca poiché contengono basse quantità di lattosio che risultino essere tollerati.
  • Lo yogurt è spesso meglio tollerato perché il lattosio è parzialmente idrolizzato da fermenti lattici al suo interno, così come alcuni tipi di latte fermentato.
  • Cibi precotti.
  • Salse, condimenti e piatti già pronti (ragù, purè, ecc.).
  • Prodotti per l’infanzia.
  • Biscotti, merendine, snack, ecc.
  • Miscele per dolci.
  • Creme dolci e salate.
  • Bibite e succhi di frutta.
  • Liquori cremosi.
  • Prosciutto cotto, salumi e insaccati in genere, wurstel.
  • Alcuni farmaci, vitamine e integratori possono contenere piccole quantità di lattosio generalmente ben tollerate.

I formaggi a pasta extra dura, come Parmigiano Reggiano, Grana Padano o pecorino sono naturalmente privi di lattosio e per questo consentiti, mentre quelli a pasta dura, come il groviera, sono generalmente tollerati. Meglio ancora se hanno un periodo di stagionatura lungo (superiore a 30 mesi), perché questo processo concorre a diminuire il contenuto di lattosio, trasformandolo in acido lattico.

LE ALTERNATIVE AL LATTE – CONSIGLI PRATICI

L’inserimento di latte e derivati nella dieta aiuta a soddisfare i fabbisogni nutrizionali giornalieri di alcuni nutrienti “essenziali” (non in grado di essere sintetizzati dal nostro organismo) a tutte le età, in particolare perché apportano ottime quantità di calcio, zinco, fosforo, selenio, vitamina A e B12 ma anche proteine di alto valore biologico. Le persone che non consumano latte e derivati perché intolleranti al lattosio, possono manifestare carenze di nutrienti essenziali di cui questi alimenti sono ricchi. È pertanto consigliato non rinunciare alla giusta dose bilanciata di questi alimenti, attraverso l’assunzione di validi sostituti.

ALIMENTI CONSENTITI E CONSIGLIATI

  • Formaggi stagionati
  • Latte delattosato (senza lattosio).
  • Latte di soia e di riso
  • Pane semplice bianco o integrale, pasta, riso
  • Legumi secchi
  • Nocciole e semi di sesamo
  • Spinaci, broccoli, radicchio, cavoli, carciofi
  • Pesci (ad esempio sardine che grazie alla presenza della lisca contengono alti quantitativi di calcio)
  • Yogurt senza lattosio burro chiarificato (in cui le tracce di lattosio, proprio per il processo di chiarificazione, sono inferiori allo 0,01%)

LO SAPEVI CHE?

In commercio esistono integratori alimentari di lattasi da assumere prima dei pasti in cui si sospetta possa esserci lattosio. L’introduzione di lattasi, l’enzima in grado di digerire correttamente il lattosio, riduce il rischio che il pasto possa avere spiacevoli conseguenze.

ATTENZIONE

Dal momento che il lattosio è molto utilizzato nell’industria alimentare come addensante e conservante, il consiglio è di leggere sempre con grande attenzione le etichette degli alimenti (tutti, non solo di quelli lattiero-caseari), per evitare l’indigestione accidentale di questa sostanza.

E’ sempre importante valutare con il medico la presenza di eventuali carenze nutrizionali.