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IL SATURIMETRO

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Uno dei consigli che i medici di famiglia stanno suggerendo ai loro assistiti è di avere in casa un saturimetro. Ma a cosa serve esattamente un saturimetro e come funziona?

CHE COSA E’ UN SATURIMETRO?

 Il saturimetro (detto anche pulsiossimetro od ossimetro) è uno strumento che consente di monitorare il grado di saturazione di ossigeno nel sangue, indice della funzionalità respiratoria dell’individuo. Contemporaneamente il pulsiossimetro è in grado di misurare la frequenza cardiaca del paziente. La misurazione con il saturimetro è una metodica non invasiva e completamente indolore.

Per capire come funziona il saturimetro occorre spiegare come l’ossigeno che respiriamo si lega all’emoglobina del sangue.

LA RESPIRAZIONE

L’aria inspirata dal naso e dalla bocca attraversa in un primo momento le vie aeree superiori, cioè la cavità nasale o orale, la faringe, la laringe e poi le vie aeree inferiori, ovvero la trachea e i due bronchi. A questo punto i bronchi si diramano in più piccoli bronchioli per giungere infine agli alveoli. Ogni alveolo è costituito solo da un sottile strato di epitelio, per permettere gli scambi gassosi. Ciò è possibile perché intorno agli alveoli sono presenti numerosi capillari sanguigni ed è proprio a questa interfaccia che l’ossigeno entra in contatto con il sangue, nel quale è presente o fisicamente dissolto nel plasma o chimicamente legato all’emoglobina. Ogni molecola di emoglobina (Hb) può legarsi a quattro molecole di ossigeno a formare la ossiemoglobina (HbO2).

LA SATURAZIONE DELL’OSSIGENO

La saturazione di ossigeno (SpO2), è un parametro che riflette la percentuale di molecole di ossigeno legate all’emoglobina (ossiemoglobina) rispetto all’emoglobina totale nel sangue arterioso, permettendo così di stabilire lo stato di ipossiemia (ridotta quantità di O2 disponibile nel sangue).

VALORI DI SATURAZIONE

 In riferimento ai valori della saturazione, quando questi sono compresi

fra 95% e 100%, sono considerati normali; benché un valore di saturazione di ossigeno del 100% possa essere indice della presenza d’iperventilazione.

 fra  90% e  95%, invece, sono associati ad una lieve ipo-ossigenazione.

 inferiori a 90%, infine, indicano la presenza di un’ipossiemia per la quale sarà necessario sottoporsi ad analisi più approfondite come l’emogasanalisi.

COME E’ FATTO UN SATURIMETRO?

 Il saturimetro è sostanzialmente composto da due differenti componenti:

Una sonda  a forma di pinza che effettua la misurazione e che deve pertanto essere messa a contatto col paziente. Solitamente, la sonda viene “pinzata” su un dito di una mano (in alternativa è possibile posizionarla sul lobo dell’orecchio); nei neonati, invece, la posizione prediletta è rappresentata dal piede. Supponendo che la sonda del saturimetro venga posizionata sul dito del paziente, i fasci luminosi emessi dalle due sorgenti attraverseranno tutti i tessuti dello stesso, fino a giungere al rilevatore posizionato sull’altro braccio della stessa sonda, all’estremità opposta del dito.

Un’unità di calcolo e di elaborazione dati che raccoglie i dati dalla sonda, li elabora e manda il risultato numerico ottenuto all’apposito monitor di cui lo strumento è dotato.

Il funzionamento di questo strumento è molto semplice: basta accenderlo, inserire il dito fino in fondo, in modo che il led illumini la parte centrale dell’unghia, e attendere qualche secondo per le letture di saturazione ossigeno e frequenza cardiaca.

COME FUNZIONA?

Il principio di funzionamento sul quale si basa la metodica della pulsossimetria è la spettrofotometria.

 La sonda è dotata di due led – posizionati su uno dei bracci della pinza – che emettono una radiazione luminosa a determinate lunghezze d’onda (in questo caso, le radiazioni luminose emesse si trovano nel campo del rosso e degli infrarossi, quindi alle lunghezze d’onda, rispettivamente, di 660 nm e 940 nm). I fasci di luce rossa e infrarossa oltrepassano il dito, attraversando tutti i tessuti e le strutture che lo compongono, fino ad arrivare al rivelatore posto all’altra estremità della pinza. Durante il tragitto effettuato dalle radiazioni luminose, queste vengono assorbite dall’emoglobina: l’emoglobina legata all’ossigeno (ossia, l’ossiemoglobina – HbO2) assorbe soprattutto nella luce infrarossa. L’emoglobina non legata (Hb), invece, assorbe soprattutto nella luce rossa.

Sfruttando questa differenza di assorbimento fra l’emoglobina legata all’ossigeno e quella non legata, l’unità di calcolo è in grado di elaborare e infine fornire il valore di saturazione di ossigeno che verrà visualizzato sul display (% SpO2).

AVVERTENZE D’USO

E’ di fondamentale importanza che la sonda venga applicata su un’area corporea in cui vi è una buona circolazione superficiale. Per un utilizzo efficiente del saturimetro è necessario che le dita siano calde: occorre quindi sfregare bene il dito prima di misurare e provare su dita diverse per scegliere quella che consente di misurare meglio.

Il valore da considerare è quello più alto, quelli più bassi non si considerano, ed è meglio ripetere la misurazione su più dita.

 Vi sono condizioni che possono ostacolare la corretta misurazione, tra cui:

Anemia: nei pazienti affetti da anemia, un’eventuale condizione d’ipossiemia può essere celata e non rilevata dal saturimetro.

 Unghie troppo lunghe: vanno tagliate, altrimenti il polpastrello non cade nel raggio d’azione del raggio laser che serve a misurare la saturazione dell’ossigeno; smalti e unghie gel.

MONITORARE LE PULSAZIONI

IL pulsossimetro visualizza sul display anche la frequenza cardiaca del paziente (BPM o FC).

Quando la pressione sanguigna cambia in relazione all’attività cardiaca (sistole e diastole), il volume presente nei capillari cambia e ciò causa una variazione nell’assorbimento, nella riflessione e nella dispersione della luce incidente, per questo applicando il saturimetro si possono rilevare sul display anche le pulsazioni.

 Per frequenza cardiaca (o polso) si intende il numero di battiti che il cuore compie in un minuto (BPM – battiti per minuto) per distribuire il sangue nei vasi. Essa aumenta o diminuisce in base alle esigenze del corpo di assorbire ossigeno. In un soggetto adulto sano la frequenza cardiaca è di circa 70 BPM nell’uomo e di circa 75 BPM nelle donne (questi valori sono da intendersi in assenza di sforzo fisico).

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