fbpx

IL BACIO DELLA MEDUSA

Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su linkedin
Condividi su telegram

Che fare se si incontra una medusa?  Ecco alcune semplici indicazioni.

COME AVVIENE LA PUNTURA DI MEDUSA

Innanzitutto, va chiarito che la medusa non punge, poiché non ha un vero pungiglione. Più correttamente, infatti, si tratta di un animale urticante: quando la medusa viene inavvertitamente toccata, i tentacoli si appoggiano sulla pelle della vittima umana e rilasciano delle sostanze fortemente irritanti che producono una reazione cutanea, simile ad un’ustione chimica di primo o secondo grado.

Nei tentacoli di questo animale marino si trovano le cnidocisti (note anche come nematocisti o cisti nematoidi), cioè piccoli organelli cellulari che contengono la sostanza urticante. Quest’ultima è costituita da una miscela di tre proteine con effetto infiammatorio e neurotossico:

  • Ipnotossina: responsabile di un’azione anestetica, quindi paralizzante nelle potenziali prede;
  • Talassina: dopo il contatto tra i tentacoli e la cute, è la componente che induce la risposta infiammatoria nell’uomo; nelle persone suscettibili dal punto di vista immunitario, la talassina può risultare allergenica;
  • Congestina: produce una paralisi dell’apparato circolatorio e respiratorio delle vittime, risultando letale.

La cosiddetta puntura di medusa si verifica, quindi, quando l’animale marino entra in collisione con una parte del corpo ed i tentacoli si appoggiano come una ventosa. Le cnidocisti vengono depositate così sulla pelle della vittima e la loro rottura rilascia il veleno. Quest’ultimo è termolabile, cioè si degrada ad alte temperature.

QUALI SINTOMI COMPORTA

La puntura di medusa provoca una reazione infiammatoria caratterizzata da:

  • Rossore localizzato (eritema);
  • Rilievi cutanei (pomfi);
  • Vescicole e bolle;
  • Dolore;
  • Bruciore;
  • Formicolio e intorpidimento;
  • Prurito.

Di solito, la sensazione urente si risolve dopo circa 10-20 minuti, ma resta il prurito.

COSA FARE

  • È importante lavare accuratamente la lesione, facendole semplicemente colare sopra un po’ della stessa acqua di mare (senza tamponare o frizionare la cute con fazzoletti, teli da bagno o quant’altro) in modo da ripulire la pelle dai residui della medusa e diluire la concentrazione del liquido urticante rilasciata dai tentacoli.
  •  Dopo il trattamento con acqua salata, lasciare che l’area colpita si asciughi da sola. Nel giro di una ventina di minuti il grosso della reazione infiammatoria dovrebbe essersi ormai esaurito e la sensazione di dolore bruciante per buona parte calmata.
  •  Se resta il prurito, per alleviarlo può essere utile applicare un gel al cloruro di alluminio, un potente astringente in grado di bloccare anche la diffusione delle tossine.
  • Nelle settimane successive, l’arrossamento lascia il posto ad un’iperpigmentazione che potrebbe essere resa duratura dai raggi ultravioletti. Pertanto, per evitare la comparsa di macchie cutanee scure, è consigliabile ricorrere all’applicazione di una protezione a filtro totale (SFP 50+).

COSA NON FARE

  • Una volta usciti dall’acqua occorre evitare di sfregare la zona interessata perché questo potrebbe provocare l’apertura delle vescicole rimaste chiuse contenenti il liquido urticante.
  • Attenzione a non usare acqua dolce o ghiaccio che, al contrario, favorirebbero il rilascio delle tossine. Per eliminare queste ultime non servono neanche disinfettanti come alcol ammoniaca, che oltretutto possono aumentare l’irritazione.
  • Da evitare anche il ricorso al calore (mediante l’applicazione di sabbia e pietre scaldate dal sole, per esempio). Occorrono infatti 40-50 gradi per disattivare il veleno, e in tal caso si correrebbe il rischio di ustionare la pelle.

ATTENZIONE:

Se subentrano altri disturbi (reazione cutanea diffusa, nausea, vomito, sudorazione profusa, mal di testa, pallore, vertigini, disorientamento e difficoltà respiratorie) è bene cercare un tempestivo intervento medico. In alcune persone particolarmente sensibili, infatti, la puntura di una medusa può innescare una reazione allergica o, peggio, uno shock anafilattico. In questi casi, la tempestività d’intervento è fondamentale.

 Per qualsiasi dubbio o consiglio rivolgiti al tuo farmacista di fiducia