fbpx

ECG

Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su linkedin
Condividi su telegram

L’elettrocardiogramma, o ECG, è il primo esame diagnostico che viene prescritto quando si vuole valutare lo stato di salute del cuore. Sicuro, veloce e indolore, non richiede preparazioni precedenti: registra graficamente l’attività elettrica del cuore e il suo ritmo attraverso l’utilizzo di uno strumento – l’elettrocardiografo – dotato di elettrodi, i quali, posti sul corpo, misurano le variazioni che si verificano durante la contrazione cardiaca (sistole) e di rilasciamento (diastole). 

Come si fa l’elettrocardiogramma?

Gli elettrodi dell’ECG contengono dei sensori e delle piccole ventose che vengono posizionati sulle braccia, sulle gambe e sul torace e registrano le variazioni, rappresentate in forma di tracciato visibile su un supporto video e cartaceo.

Sebbene alcune macchine di ultima generazione siano in grado di fornire anche il risultato dell’esame, il tracciato dell’ECG deve essere sempre controllato dal medico che lo esegue, al fine di escludere eventuali anomalie o irregolarità. Attraverso l’elettrocardiogramma la lettura dei dati offre una fotografia dello stato di salute del cuore del paziente.

Può essere eseguito fra gli esami di routine e controllo, oppure richiesto per gli sportivi che fanno attività fisica, l’elettrocardiogramma in generale viene svolto nel corso di una visita cardiologica, quando si sospetta la presenza di un disturbo che interessa il cuore, fra i quali:

  • angina pectoris, il dolore al torace causato dall’insufficiente ossigenazione del muscolo cardiaco, dovuta a una diminuzione del flusso sanguigno nelle arterie coronarie;
  • aritmie, l’irregolarità nel ritmo cardiaco che, rispetto alla velocità media normale può essere aumentato (tachicardia) o rallentato (bradicardia);
  • infarto del miocardio, la morte del tessuto cardiaco che si sviluppa quando il cuore non riceve più apporto di sangue e ossigeno a causa di una ostruzione delle coronarie;
  • malattie delle valvole cardiache, o valvulopatie, che riguardano le valvole mitrale e tricuspide, che possono dar vita a stenosi, se il normale flusso sanguigno viene ostacolato, o a insufficienza valvolare se questa non chiude completamente;
  • scompenso cardiaco, si verifica quando il cuore non è in grado di soddisfare il corretto apporto di sangue a tutti gli organi;
  • cardiopatia ischemica, o ischemia, è un insufficiente apporto di sangue al cuore a causa di presenza di aterosclerosi o placche che ostruiscono le arterie;
  • disturbi di conduzione, cioè disturbi che riguardano atrii e ventricoli del cuore.

Quanto dura l’esame ECG?

L’ECG viene eseguito in pochi minuti, sia nella modalità definita a riposo che in quella da sforzo. Tuttavia è bene precisare che i pazienti sottoposti a cure farmacologiche o portatori di pacemaker (o strumenti simili) devono comunicare al medico cardiologo questa loro condizione. Entrambi vengono effettuati durante la visita cardiologica con ECG.

ECG a riposo

L’elettrocardiogramma a riposo viene eseguito con il paziente steso su un lettino a pancia in su in una posizione confortevole. Gli elettrodi,  sono di fatto delle placche metalliche, applicabili alla pelle in vari modi: tramite una porzione adesiva, tramite ventose o tramite gel. Quando la macchina viene accesa, comincia a registrare gli impulsi cardiaci captati dagli elettrodi. Durante la procedura vera e propria, il paziente deve respirare regolarmente ma non deve muoversi o parlare, perché così facendo potrebbe falsare l’esito dell’esame. Non sono necessarie preparazioni prima dell’esame e il paziente può tornare alla propria routine subito dopo.

Quando l’ECG è fatto a riposo, capta i segnali cardiaci nel momento in cui il cuore è a riposo, motivo per cui potrebbero non essere visibili eventuali anomalie che si possono verificare quando il muscolo cardiaco è sotto sforzo. Per la quale è svolto il test specifico.

Interpretazione dell’elettrocardiogramma nell’adulto

Ecg: Come riconoscere le principali anomalie del tracciato

L’elettrocardiogramma registra il risultato dell’interazione e della sommazione dell’attività elettrica di ogni singola fibrocellula muscolare del miocardio e del suo sistema di conduzione.

L’Ecg è composto da onde ed intervalli. Si definiscono positive le onde che stanno sopra la linea isoelettrica e, negative quelle che stanno sotto.

Le onde dell’elettrocardiogramma

  • Onda P: piccola onda positiva, indica la depolarizzazione atriale (attivazione elettrica degli atri)
  • Intervallo PR: distanza fra l’inizio dell’onda P e l’inizio del complesso QRS, rappresenta l’intervallo necessario perché la depolarizzazione atriale raggiunga i ventricoli
  • Complesso QRS: rappresenta la depolarizzazione ventricolare
  • Onda Q: prima deflessione negativa
  • Onda R: prima deflessione positiva
  • Onda S: seconda deflessione negativa
  • Tratto ST: distanza fra l’onda S e l’inizio dell’onda T, rappresenta l’intervallo fra la depolarizzazione ventricolare e l’inizio della ripolarizzazione ventricolare (ripristino delle condizioni elettriche di base)
  • Onda T: prima onda positiva successiva al complesso QRS, rappresenta la ripolarizzazione ventricolare
  • Intervallo QT: distanza fra l’inizio del QRS e la fine dell’onda T, rappresenta l’intera attività elettrica ventricolare
  • Onda U: onda positiva successiva all’onda T, non sempre presente, rappresenta la ripolarizzazione delle fibre del Purkinje

La corretta interpretazione dell’elettrocardiogramma è possibile solo con un tracciato Ecg a 12 derivazioni di ottima qualità ed è consigliabile seguire un approccio sistematico, che consenta di procedere secondo un preciso ordine

Applicazioni ECG

L’elettrocardiogramma serve per vedere se il cuore è sofferente e se il ritmo cardiaco è regolare. Le informazioni ottenute, infatti, permettono di:

  • effettuare il calcolo della frequenza cardiaca;
  • segnalare la presenza di eventuali disturbi del ritmo cardiaco (aritmie);
  • valutare la presenza di ingrandimenti del cuore;
  • analizzare la propagazione dell’impulso elettrico che determina la depolarizzazione delle fibre muscolari del cuore (turbe della conduzione);
  • identificare la presenza di squilibri elettrolitici (alterazioni della concentrazione di ioni come sodio e potassio nel sangue);
  • valutare lo stato del cuore e le alterazioni provocate da malattie delle coronarie (ischemia) o che, comunque, colpiscono o coinvolgono il cuore (ad esempio, scompenso cardiaco, ipertensione arteriosa, pericardite).
  • rinvenire la presenza di un precedente infarto.

Se, dopo una visita cardiologia, il medico sospetta che il paziente soffra di extrasistolia, disturbo che ha  origine nei ventricoli o negli atri e causa un battito anomalo, la diagnosi dell’extrastistolia può essere effettuata con un Ecg, così come la diagnosi di fibrillazione atriale, la forma più diffusa di aritmia cardiaca.

Quindi per tutte queste applicazioni, in FARMACIA esiste un elettrocardiografo online che grazie alla metodica della telemedicina, in modo sicuro ed efficace, viene refertato in pochi minuti dal cardiologo (segnalando eventuali anomalie) e rispedito alla farmacia per poi essere consegnato direttamente al cliente che potrà a sua volta sottoporlo al proprio medico curante per una ancora più corretta interpretazione.

Un altro uso frequente di applicazione dell’ ECG è per visite medico-sportive sia a livello agonistico che dilettantistico.

Prenota il tuo ECG in FARMACIA  in pochi minuti avrai il referto che ti servirà per sapere come sta il tuo cuore e avere i primi consigli dal tuo farmacista di fiducia