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AFTE ORALI: COME TRATTARE E PREVENIRE LA LORO COMPARSA

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COSA SONO LE AFTE?

Un’afta è una piccola ma dolorosa lesione della mucosa orale, che può comparire sulla lingua, sulle gengive, sul palato o all’interno delle labbra o delle guance.

Si tratta di ulcere: piaghe che si formano quando lo strato superficiale che ricopre la mucosa orale si degrada (desquamazione). Alcune sono rossastre, altre assumono un colore bianco-giallastro a causa della cellule morte e dei residui di cibo che si depositano al centro della lesione. Sono circondate da un alone gonfio ed arrossato di tessuto infiammato.

Le afte orali si presentano in diverse forme e dimensioni: possono essere ovali o rotondeggianti ed avere un diametro compreso tra i 2 ed i 5 mm, anche se nei casi più gravi possono superare il centimetro. Possono inoltre presentarsi sotto forma di singole lesioni o di lesioni multiple. 

Aspetto delle afte: lesioni tondeggianti di colore bianco-giallastro, circondate da un alone arrossato.

Queste ulcerazioni sono benigne, non infettive e non contagiose: a differenza, per esempio, delle vescicole da herpes, non è stato individuato alcun organismo responsabile della loro formazione.

CON QUALI SINTOMI SI MANIFESTANO?

L’insorgenza di un’afta è spesso preannunciata da una sensazione di bruciore che si manifesta uno o due giorni prima nell’area in cui si formerà l’ulcerazione. Successivamente, si assiste alla comparsa di un arrossamento localizzato che, in seguito, evolverà nella tipica abrasione.

Normalmente, le afte guariscono in 7-15 giorni, ma tendono a recidivare ripresentandosi a distanza di tempo. Quando si hanno ricomparse frequenti ad intervalli di tempo più o meno regolari, come avviene nella maggior parte dei casi, si parla di stomatite aftosa recidivante.

I sintomi sono più o meno intensi a seconda dell’estensione e del grado di infiammazione a cui la lesione è arrivata: la manifestazione principale, il dolore, varia da un leggero fastidio fino all’instaurarsi di una vera e propria difficoltà nel mangiare, nel bere e persino nel parlare. Possono inoltre comparire febbre, se sono presenti afte grandi ed estese (stomatite aftosa maggiore o morbo di Sutton) e gonfiore dei linfonodi sotto la mandibola. Una caratteristica di questo tipo di lesioni è rappresentata dall’assenza di sanguinamento.

Cibo, bevande, aria e saliva possono contribuire ad aumentare l’irritazione di queste aree, causando un dolore ancora maggiore e rallentando il processo di guarigione.

QUANTO E’ COMUNE QUESTO DISTURBO?

L’aftosi è un’affezione molto frequente che colpisce più del 20% della popolazione, un dato che rende la condizione la più comune malattia della mucosa orale.

L’esordio avviene spesso durante l’infanzia o l’adolescenza (la maggior parte dei casi si manifesta prima dei 30 anni) ed il picco di incidenza si trova tra i 20 ed i 50 anni, con una prevalenza simile in entrambi i sessi. La condizione di solito dura parecchi anni prima di scomparire gradualmente con l’avanzare dell’età.

LE CAUSE DELL’INSORGENZA:

Le cause dell’insorgenza delle afte non sono ancora del tutto conosciute, ma si ritiene che l’eziologia sia multifattoriale, ovvero che i fattori che concorrono alla nascita di questa condizione siano molteplici e di natura diversa e che possano variare da un individuo all’altro.

In alcuni casi, le afte possono essere la semplice conseguenza di scarsa igiene orale e di piccoli traumi locali, come abrasioni da apparecchi ortodontici o protesi dentarie, scottature per bevande o cibi troppo caldi, morsicature accidentali durante la masticazione o erosioni provocate da un utilizzo troppo energico dello spazzolino da denti.

Secondo l’ipotesi dietetica, nei soggetti predisposti l’insorgenza delle afte sarebbe facilitata da un’alimentazione troppo ricca di cibi e bevande piccanti ed irritanti, tra cui alcolici, caffè, peperoncino, grassi animali, spezie, frutta secca, agrumi, mostarda, formaggio e cioccolato.

Cibi e bevande troppo piccanti ed irritanti possono favorire l’insorgenza delle afte

Un fattore di predisposizione è rappresentato dalle carenze vitaminiche, in particolare dalla mancanza di vitamina B12 e B9 (acido folico) e dalla carenza di alcuni minerali, come lo zinco ed il ferro. Si pensa che il deficit di questi nutrienti possa diminuire lo spessore della mucosa orale, favorendo l’insorgenza di ulcere.

La comparsa delle afte viene inoltre associata ad intolleranze verso alcuni alimenti (latte vaccino, kiwi, fragole, noci, uova, pomodori…) o ad alcune malattie infiammatorie dell’intestino che portano ad un malassorbimento di nutrienti (morbo di Crohn, celiachia, colite ulcerosa).

Tra le altre cause scatenanti l’insorgenza delle afte, elenchiamo:

  • Fumo di sigaretta.
  • Predisposizione genetica: il 40% delle persone con stomatite aftosa ha una storia familiare di questa condizione.
  • Stress e conseguente abbassamento delle difese immunitarie.
  • Immunodeficienze di varia natura: ad esempio l’AIDS.
  • Cambiamenti ormonali: le diverse fasi del ciclo mestruale o l’assunzione di determinati contraccettivi orali possono influenzare lo spessore della mucosa orale.
  • Assunzione di determinati farmaci: alcuni antibiotici o certi trattamenti chemioterapici e radioterapici provocano la comparsa di afte.    
  • Patologie come la sindrome di Behçet, il diabete o le malattie gastriche (ad esempio l’infezione da Helicobacter pylori).

MALATTIA AUTOIMMUNE?

Nonostante la natura di questa patologia non sia ben chiara, sono stati effettuati diversi studi a riguardo. Una delle teorie che ha riscosso più successo è quella dell’immuno-disregolazione, sostenuta dalla maggior parte dei ricercatori. Secondo questa teoria la degradazione della mucosa orale può essere il risultato di una risposta immunitaria mediata dai linfociti T, che producono interleuchine e fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α). Quando le ulcere aftose vengono sottoposte a biopsia, infatti, l’aspetto istologico mostra un denso infiltrato infiammatorio, costituito per l’80% da linfociti T.

Nonostante ciò, la stomatite aftosa si differenzia dalle malattie autoimmuni per molti aspetti: non vengono rilevati autoanticorpi, la condizione tende a risolversi spontaneamente con l’avanzare dell’età piuttosto che peggiorare, le immunoglobuline nel siero solitamente si trovano a livelli normali. Pertanto, non si tratta di una malattia autoimmune.

COME TRATTARE UN’AFTA:

Solitamente, le afte si risolvono spontaneamente nell’arco di un paio di settimane. Se non vengono trattate però, possono diventare molto dolorose e rappresentare una condizione piuttosto invalidante per l’individuo, quindi è giusto occuparsene il prima possibile, all’insorgenza dei primi sintomi, per velocizzare il processo di guarigione. 

La terapia di prima linea è costituita da agenti topici. Tra questi distinguiamo:

  • Agenti di rivestimento/barriere: sono solitamente prodotti in gel, spray o collutori a base di acido ialuronico ad alto peso molecolare. La loro formulazione permette di creare una vera e propria barriera protettiva sopra la ferita: questo rivestimento la protegge da agenti esterni quali cibo e saliva, che possono aumentare l’irritazione e l’infiammazione, e crea le condizioni ideali per la sua guarigione e cicatrizzazione. Inoltre, l’idratazione della mucosa orale favorita dall’acido ialuronico offre sollievo al dolore e permette di ridurre la comparsa di nuove ulcere.
  • Antisettici topici: anche in questo caso si tratta di prodotti formulati in gel, spray o collutori, a base di clorexidina, agente antibatterico molto potente. Questo disinfettante è in grado di eliminare eventuali sovrainfezioni batteriche della ferita o di impedire la loro comparsa, favorendo la guarigione.
  • Analgesici/antinfiammatori topici: sono spray o collutori a base di benzidamina cloridrato, farmaco antiinfiammatorio e analgesico (appartiene alla categoria dei FANS). 
  • Anestetici topici: si tratta gel a base di lidocaina, anestetico locale molto efficace nella riduzione del dolore.
  • Corticosteroidi topici: spesso formulati in associazione con antibiotici topici, si tratta di soluzioni che possono essere applicate direttamente sulla ferita attraverso un pennellino o un bastoncino cotonato. Agiscono contrastando l’infiammazione della mucosa. Sono farmaci molto efficaci ma che vanno assunti con moderazione e sotto il consiglio ed il controllo del medico.

Nel caso di afte particolarmente gravi, dolorose e ricorrenti, è preferibile rivolgersi ad uno specialista di medicina orale, il quale potrà prescrivere farmaci antidolorifici per dare sollievo al dolore, cortisonici sistematici o, nei casi più severi, farmaci immunosoppressori ed immunomodulatori.

CONSIGLI UTILI PER LA PREVENZIONE:

Per prevenire e ridurre la comparsa delle afte è possibile seguire qualche accortezza.

Innanzitutto è fondamentale curare la propria igiene orale quotidianamente, in modo corretto e scrupoloso, evitando di utilizzare spazzolini dalle setole troppo dure che possano provocare lesioni gengivali o dentifrici e collutori troppo aggressivi.

Un altro accorgimento riguarda l’attenzione alla propria alimentazione. Bisognerebbe limitare l’assunzione di cibi piccanti, acidi o troppo caldi, in favore di alimenti ricchi di fibre, vitamine (B, A, C, E) e sali minerali.

È importante inoltre difendere il proprio organismo dallo stress, attraverso l’adozione di uno stile di vita sano ed equilibrato, e rafforzare le proprie difese immunitarie, anche migliorando il benessere del proprio intestino mediante l’assunzione di prebiotici e probiotici.

Prendersi cura del proprio organismo ed in particolare del proprio intestino aiuta a contrastare la comparsa di disturbi come le afte.

Per qualunque dubbio o consiglio puoi rivolgerti al tuo medico o al tuo farmacista.