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8 MARZO: LA BELLEZZA E’ GREEN

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La tendenza a preferire cosmetici “green” sta prendendo piede tra le consumatrici e i consumatori, sempre più attenti alla salute della pelle e all’impatto dei prodotti sull’ambiente. In tempi di incertezza e cambiamento quali quelli che stiamo attraversando stanno emergendo ancora di più alcuni valori fondamentali: benessere e rispetto dell’ambiente.

COSMETICI GREEN

L’attenzione per l’impatto ambientale e i cosmetici “verdi” cioè con ingredienti naturali, sono un trend crescente per le migliore aziende cosmetiche che si sono impegnate in concrete azioni di trasformazione, come ad esempio il riciclo, per un packaging più sostenibile. La plastica monouso sta lasciando il posto a soluzioni di imballaggio eco-compatibili per impedire l’aumento di plastica negli oceani e nell’ambiente. Un’altra tendenza è quella che viene definita ‘veramente sicuri’: i consumatori sempre più attenti alla salute diventano consapevoli e preparati sugli ingredienti. Il focus non è solo sulla trasparenza degli ingredienti, ma anche su come i prodotti vengono acquistati e fabbricati.

Prendersi cura della propria bellezza e del proprio benessere fa bene al fisico e alla mente, ma non dobbiamo sottovalutare le conseguenze che possono avere alcune delle nostre azioni. I mesi di lockdown ci hanno mostrato come, eliminando alcuni fattori nocivi per l’ambiente, in poche settimane la natura sia riuscita a riprendere i propri spazi e a tornare a risplendere. Tutti noi possiamo fare la differenza, basta solo un po’ di impegno.

SCEGLIERE LA NATURA

Sono sempre più richiesti i cosmetici certificati Natural 100% – Bio -Vegan. La motivazione di tale scelta è dettata dalla convinzione che siano meno dannosi per la pelle e conseguentemente meno inquinanti per l’ambiente.

Per ottenere l’etichetta “Cosmetici ecologici e biologjcí” è necessario che i cosmetici non utilizzino materie prime animali o estratte da animali vivi o morti, non siano testati su animali; contengano almeno il 95% degli ingredienti di origine naturale o trasformati secondo processi autorizzati; abbiano almeno il 95% delle sostanze vegetali utilizzate di origine biologica. Tuttavia, il restante 5% degli ingredienti viene scrupolosamente controllato: questo vale per gli ingredienti di tipo minerale, acidi organici, sali e altre materie prime innocue. Inoltre, è necessario che non utilizzino profumi, conservanti e coloranti organici sintetici, siano sprovvisti d’ingredienti come oli minerali e altri prodotti petroliferi, glicole propilenico e altri glicoli, Sls, Sles e altri etossilati; infine, non contengano siliconi e altri ingredienti sintetici.

CONFEZIONI RICICLATE E RICICLABILI

 Il problema della plastica dispersa negli oceani è ormai un’emergenza internazionale. Secondo il WWF, più di 33mila bottigliette di plastica finiscono nel Mediterraneo ogni minuto. L’associazione OWP (Ocean Waste Plastic), ha pubblicato dati allarmanti: sono 5 trilioni i pezzi di plastica negli oceani, 8 milioni all’anno, e purtroppo solo il 5% della plastica prodotta viene riciclata. Adesso anche le case cosmetiche producono confezioni con meno impatto sull’ambiente, utilizzando plastiche recuperate dagli oceani, dai fiumi e sulle spiagge. In alternativa i flaconi che contengono i prodotti cosmetici sono in vetro o in plastica di origine vegetale riciclabile al 100%. In particolare, si tratta di Green PE, materiale derivato al 100% da canna da zucchero, quindi da una fonte vegetale e rinnovabile, oppure Green PET, materiale derivato al 30% da canna da zucchero e al 70% da plastica tradizionale, che si usa soprattutto per i flaconi delle nuove linee. Se i flaconi vengono venduti in astucci di carta, questa solitamente deriva da carta riciclata o almeno è completamente riciclabile.

BASTA MICROPLASTICHE

Le microsfere di plastica, venivano utilizzate negli scrub o esfolianti, per la loro azione meccanica nel rimuovere lo strato superficiale della pelle, ma anche nei dentifrici con azione sbiancante. Dal 2020, c’è il divieto di utilizzo di microsfere di plastica nei cosmetici da risciacquo, esfolianti e detergenti. L’associazione nazionale delle imprese cosmetiche, Cosmetica Italia, si è impegnata già da alcuni anni nella progressiva sostituzione e conseguente eliminazione dei cosiddetti microbeads impiegati in questi prodotti, condividendo tutti gli obiettivi europei e globali finalizzati a ridurre significativamente la quantità di rifiuti marini in plastica (derivanti sia da micro che da macro plastiche. Le microplastiche sono oggi sostituite nei cosmetici da materie vegetali quali semi e noccioli finemente tritati oppure microsfere di cera di Jojoba.

FORMULE AMICHE Di MARE E OCEANI

Quando si fa il bagno in mare, residui di crema finiscono in acqua. Secondo i primi studi sul potenziale impatto negativo delle creme solari disperse nell’acqua, effettuati nel 2017, è emerso che ogni anno vengono rilasciate dalle 4 alle 6mila tonnellate di creme solari nelle aree delle barriere coralline tropicali e circa 14mila nei mari.

Secondo la U.S. Food and Drug Administration (FDA) e il regolamento UE, le protezioni solari contrassegnate come “resistenti all’acqua” possono perdere il 50% del loro fattore di protezione dopo 40 minuti di bagno. Nel maggio 2018 nelle Hawaii è passata una proposta di legge il Trattato sui Coralli delle Hawaii, che vieta la vendita di creme solari contenenti ingredienti nocivi per l’ambiente, come Poctinoxate o Foxybenzone.

Molti brand si sono già adeguati, con formulazioni che non contengono parabeni e allergeni, alcol e profumo; testate per nichel, cromo, cobalto, palladio e mercurio, ipoallergeniche e clinicamente testate.

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